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Visualizzazione dei post da febbraio, 2025

San Calimero

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Siam di nuovo in tre. Tre somari? Tre briganti? Tre moschettieri? Fate voi. Il quarto è il mitico Athos che somaro non è, brigante quanto basta, e dei moschettieri incarna la lealtà. Ho in mente questo giro e lo propongo ai soci che si lasciano guidare. Lasciamo l'auto al parcheggio di Baiedo dove ferve un certo movimento di zaini, scarponi e sguardi curiosi. Succede spesso che i frequentatori della montagna si riconoscano e si studino a distanza, soppesandosi di sottecchi a vicenda. Ci inoltriamo verso la Rocca e seguiamo la strada che sale ripida a tornanti verso i prati dei Piani di Nava, sempre curatissimi. Nei pressi di una baita un "paisan", figura sempre più rara, risale il prato seguito dal suo cane meticcio; porta in spalla una slitta di legno che posa a terra di tanto in tanto per rifiatare. Probabilmente avrà qualche fascina da trainare a valle. Lasciamo il sentiero che ci porterebbe al Rifugio Riva e invece saliamo a sinistra seguendo quello per San Calimero. ...

Val Boazzo

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Incuriosito dalle recenti polemiche sui media lecchesi riguardo al ripristino della strada della Val Boazzo , propongo ai soci un’uscita esplorativa. Questo tracciato fu realizzato come strada di servizio durante la costruzione della funivia per i Piani d’Erna. Diramandosi dalla strada provinciale per Morterone, raggiungeva i Piani con un percorso ardito e accidentato; una volta ultimata la funivia, l’assenza di manutenzione l'ha restituita, in parte, alla natura. Parcheggiamo nei pressi della diramazione e scendiamo a Boazzo, nel fondovalle del torrente Caldone , uno dei tre corsi d’acqua che attraversano Lecco. Una quarantina d'anni fa, lo si vedeva scorrere in zona Caleotto, spesso arrossato dalla ruggine delle numerose ferriere che ne costellavano il percorso. Perdiamo di vista la nostra strada e saliamo decisi per il sentiero che porta ai Piani d'Erna.  Il fondo è insidioso perchè un velo di ghiaccio trasparente e invisibile ricopre ogni sasso. Senza ramponcini - perch...

Parco del Curone

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Per il rientro di Gino teniamo un profilo basso (in tutti i sensi) e decidiamo per un giro nel Parco del Curone. Per Ezio l'asticella è fin troppo bassa e si dissocia. Vabbè, non è proprio così; ha da fare e  ci lascia andare da soli. Partiamo dal parcheggio di Cascina Molinazza , imboccando il Sentiero dei Guadi che costeggia il torrente Curone verso nord. Attraversiamo i boschi spogli di febbraio fino a un ponte che ci invita sul sentiero che sale tra coltivi, vigne e muri a secco, fino a immettersi nel tratto di strada asfaltata che conduce al nucleo di Montevecchia . Ripreso il sentiero, ci dirigiamo verso Cà del Soldato , sede del Parco. La oltrepassiamo e, sempre tra i boschi, incrociamo nuovamente il torrente poco prima dei ruderi della cascina Ospedaletto. Siamo ormai sul Sentiero delle Cascine : incontriamo infatti la Cascina Costa, oggi sede di un agriturismo, che una lapide ricorda essere stata di proprietà dell’Istituto Fatebenefratelli di Milano. Ignoriamo la deviazio...

Alpe Deleguaccio e Alpe Solino

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Con Gino fuori combattimento, ci ritroviamo ancora, io ed Ezio, a doverci inventare un mercoledì. Propongo una sortita all'Alpe Deleguaccio, con l'opzione poi di salire al primo dei due laghi che portano lo stesso nome. La partenza è ancora una volta da Premana dove lasciamo l'auto al parcheggio multipiano all'ingresso del paese. Conosco l'itinerario per l'Alpe essendoci già stato più volte. Si percorre un primo tratto quasi pianeggiante, sui 1000 metri, che si inoltra sul lato destro della valle del torrente Varroncello, fratello minore di quello che dà il nome alla Val Varrone. Nei pressi di un'edicola votiva scavata nella roccia, il sentiero prende a salire più decisamente, già in parte innevato. Non vedremo il sole se non all'Alpe, dove però ci aspetta una sorpresa: unj forte vento spazza i pendii sollevando polvere di neve e creando spettacolari mulinelli. Cerchiamo un riparo tra le baite per recuperare un po' di calorie e decidere il da farsi. ...