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Visualizzazione dei post da aprile, 2024

Val Calolden e Coltignone

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Prima che venisse tracciata la carrozzabile che sale da Ballabio, la Val Calolden era la vera porta d’accesso da Lecco verso i Piani dei Resinelli. Oggi abbiamo deciso di riscoprirla partendo da Laorca, proprio dal tornante in fondo al paese. Il sentiero risale fedelmente il corso del torrente fino quasi alle sue sorgenti. Lungo la salita, lo scorrere dell'acqua fa da costante colonna sonora, riempiendo numerose pozze cristalline. Alle quote più basse la natura è in pieno risveglio: il sole filtra tra i rami e accende i muschi di un verde smeraldo quasi irreale. Quando usciamo sui prati dei Resinelli, compare la prima neve. Puntiamo verso il Rifugio Rocca-Locatelli, che lasciamo per dopo, passiamo sotto il discusso grattacielo e ci addentriamo nel Parco del Valentino . È qui che Ezio si gode lo spettacolo: il tappeto bianco della neve contrasta con i tronchi scuri dei faggi e le prime, timide gemme baciate dal sole. Raggiungiamo il nuovo Belvedere . È una struttura che può piacere...

Sasso di Musso

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Ogni tanto bisogna vincere la pigrizia, smettere di macinare i soliti sentieri di casa e spingersi oltre i confini del lecchese e della Valsassina. Così, dopo il consueto ritrovo al chioschetto del lungolago, puntiamo la prua verso Dongo . Il "Capo" ha proposto il Sasso di Musso : una meta che né io né Ezio abbiamo mai sentito nominare, ma l'incognita aggiunge quel pizzico di avventura che non guasta mai. Raggiungiamo con pochi tornanti la chiesa di San Gottardo, affacciata come un balcone sul blu del lago. Lasciata l'auto e infilati gli scarponi, affrontiamo la salita.  In un’oretta siamo ai Prati della Corna,  dove Gino ed Ezio sfoggiano concentrati le loro posizioni di yoga. Io li imito goffamente, poco convinto. Facendo una piccola deviazione saliamo ora al Monte Crocetta e ci affacciamo sul lago sorvegliati da un non meglio identificato rapace. Ripreso il sentiero, percorriamo tutta la dorsale che, con dolci pendenze, ci conduce alla nostra meta, insolitamente or...

Grignetta dal Canalone Caimi

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È vero che non si può salire in Grignetta tutti mercoledi ... ma oggi è giovedì e quindi vale. Oggi mancano sia il Gino che Athos, così io ed Ezio decidiamo di osare dove le quattro zampe non potrebbero arrivare. La meta è la Grignetta attraverso il Canalone Caimi . L'ho risalito in ogni stagione, ma devo dire che senza neve è un calvario: un ghiaione semovibile dove ogni due passi avanti ne fai uno indietro. Con la neve, invece, è pura magia, a patto di avere l'attrezzatura giusta. Calziamo i ramponi su un precario ripiano dopo il primo tratto scoperto e iniziamo la risalita. Saliamo in linea retta, tenendoci rigorosamente al centro del canale. Stare vicini ai bordi è rischioso: tra il disgelo e i camosci che saltano sicuri in alto, le scariche di sassi sono sempre in agguato. Arrivati alla biforcazione, si deve tenere la destra. Se prosegui dritto per dritto, finisci fuori percorso verso pareti insuperabili (un errore che commisi anni fa e che mi costrinse a un traverso poco ...