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Visualizzazione dei post da aprile, 2023

Corno Birone e Monte Rai

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Questa settimana deve essere stata estremamente impegnativa per tutti, se ci siamo ridotti ad aspettare il venerdì. Oppure prima pioveva; chi si ricorda? Il Corno Birone domina Civate e, come ho letto altrove, da lì sotto si mostra in tutta la sua imponenza. Ma, se solo ti sposti poco più in là, la prospettiva cambia: il suo profilo spavaldo si perde nei boschi e nei prati del Monte Rai, ridimensionando parecchio la sua attrattività. Resta comunque un "giretto" di tutto rispetto se gli si concatena il Monte Rai e noi, rispettosamente, concateniamo. Tra le diverse opzioni di salita scegliamo quella che prende il via dal Crotto del Capraro — sempre buono al ritorno — e si dirige verso l'Abbazia di San Pietro al Monte. Ben presto, però, pieghiamo a destra verso il versante ovest del Corno e seguiamo il sentiero, sempre ripido, che in un’ora e mezza o giù di lì (dipende dalla gamba) ci porta alla selletta tra il Corno e il Rai. Quattro passi e siamo alla croce, dalla quale si...

Monte Sodadura

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Il Monte Sodadura è una piramide naturale che si erge sopra i Piani di Artavaggio: bella sempre, ma spettacolare d'inverno. In questa occasione è già un po' tardi per la neve, anche se nei versanti a nord ne è rimasta traccia. Spesso lo si sale sfruttando la funivia, che agevola parecchio il compito, ma stavolta io e Gino siamo in forma e partiamo direttamente da Moggio. Lungo la salita, fiato permettendo, ragioniamo e sragioniamo di diverse cose, come sempre. Abbiamo spesso punti di vista differenti che aiutano certamente a rendere il cammino meno noioso. A un certo punto, però, presi dai nostri discorsi, perdiamo Athos: lui ha un suo personalissimo metro nel giudicare a quale distanza gli sia consentito allontanarsi dal Capo, ma questa volta esagera proprio. Dopo un buon quarto d'ora di richiami, sempre più sonori e preoccupati, lo vediamo arrivare allegro come non mai, con quell'aria da zuzzurellone gioioso che non lo salva, tuttavia, da una serie di epiteti irripeti...

Sentiero delle Casere e Rifugio Balicco

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Da Lecco, la Val Brembana risulta sempre piuttosto indigesta a causa del traffico della Lecco-Bergamo che bisogna giocoforza affrontare. Il sentiero delle Casere, percorso in una giornata di primavera con ancora ampi tratti innevati, ripaga però ampiamente del disagio. Gino, il Capo, ogni tanto cava dal cilindro qualche bella idea e questa è certamente una delle migliori. Si parte dalla località Riva, nei pressi della chiesetta della Madonna delle Nevi, posta ai piedi dei primi tornanti della strada per il Passo San Marco. Il nome del sentiero è autoesplicativo: in successione si incontrano e attraversano una serie di casere — Terzera, Costa Piana, Siltri, Cavizzola, Azzaredo — una più bella dell'altra. Le foto, come spesso accade, rendono solo in parte la sensazione di bellezza e appagamento che gli occhi e l'animo assaporano dal vivo. Giunti a due terzi del percorso, notiamo un cartello che indica il rifugio Balicco. Giudichiamo che sia alla nostra portata e decidiamo di ragg...