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Visualizzazione dei post da gennaio, 2024

Resegone da Morterone

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Gino oggi ha altri impegni, ma io ed Ezio non abbiamo la minima intenzione di "saltare". Gli propongo il Resegone salendo da Morterone : un classico invernale che, con la sua bellezza, riesce sempre a farsi perdonare la strada infinita e tortuosa necessaria per raggiungere il comune più piccolo d'Italia. Per non rischiare, nello zaino abbiamo tutto: piccozza e ramponi. Ezio opta per l'assetto classico dei ramponi, io preferisco l'agilità dei ramponcini. Entrambi si rivelano necessari fin dai primi passi nel bosco: la neve è poca, ma vecchia e talmente calpestata da risultare subito insidiosa. Appena usciti dal bosco, il paesaggio si apre finalmente in un bianco immacolato. Ci inerpichiamo con la solita, sottile soddisfazione lungo le ripide balze che conducono al colletto tra la Torre di Valnegra e la vetta. In breve raggiungiamo il rifugio Azzoni (chiuso) e la croce di vetta, dove consumiamo le nostre frugali provviste con la vista che spazia sulla nostra Lecco. ...

Monte Sodadura e Cima di Piazzo

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Il Monte Sodadura e la Cima di Piazzo sono le due sentinelle dei Piani di Artavaggio: entrambe intorno ai 2000 metri, vicine ma profondamente diverse. Per godercele entrambe senza guardare troppo l’orologio, oggi cediamo alla comodità e optiamo per la risalita in funivia. Meno dislivello nelle gambe, più tempo per la contemplazione (e il pranzo). Cominciamo con il Sodadura, la celebre piramide d’erba e roccia che io e Gino abbiamo già calcato l’anno scorso. Questa volta, però, la neve cambia le carte in tavola e rende tutto più piccante: calziamo i ramponcini e risaliamo il suo profilo affilato. Dalla vetta lo sguardo vola subito verso la Cima di Piazzo: le manca forse il "carattere" iconico del Sodadura, ma resta un bel balcone panoramico sui Campelli, sulla Valtorta e sul Pizzo dei Tre Signori. Per passare da una cima all'altra bisogna scendere verso il Rifugio Nicola. Lungo il percorso incappiamo in un saltino di roccia che mette in crisi le quattro zampe motrici di ...

Rifugio Elisa

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Oggi il Gino non ci gratifica della sua presenza così io ed Ezio mettiamo nel mirino il Rifugio Elisa, una meta che mancava ancora al suo personale palmarès. L'Elisa si trova sulle pendici occidentali della Grigna Settentrionale  o, come lo chiamiamo noi lecchesi da sempre, il Grignone , per non confonderlo con la "sorella minore", la Grignetta. Diciamocelo subito: non esistono scorciatoie. Il punto di accesso più prossimo è Rongio e da lì bisogna mettere in preventivo oltre 1100 metri di dislivello. Per le nostre vecchie gambe, 3 ore non bastano. Il primo tratto risale quasi pigramente la valle del torrente Val Mala fino ad un ponte in ferro che la attraversa. In breve raggiungiamo la vasta grotta dell'Acqua Bianca Qui il sentiero si sdoppia: a sinistra una scalinata di gradoni regolari punta decisa verso la Gardata , a destra un tracciato diverso si perde nel bosco. È l’occasione perfetta per il nostro amato anello. Saliamo a sinistra, mordendo i gradoni fino a sbuc...