Monte Sodadura e Cima di Piazzo
Il Monte Sodadura e la Cima di Piazzo sono le due sentinelle dei Piani di Artavaggio: entrambe intorno ai 2000 metri, vicine ma profondamente diverse. Per godercele entrambe senza guardare troppo l’orologio, oggi cediamo alla comodità e optiamo per la risalita in funivia. Meno dislivello nelle gambe, più tempo per la contemplazione (e il pranzo).
Cominciamo con il Sodadura, la celebre piramide d’erba e roccia che io e Gino abbiamo già calcato l’anno scorso. Questa volta, però, la neve cambia le carte in tavola e rende tutto più piccante: calziamo i ramponcini e risaliamo il suo profilo affilato. Dalla vetta lo sguardo vola subito verso la Cima di Piazzo: le manca forse il "carattere" iconico del Sodadura, ma resta un bel balcone panoramico sui Campelli, sulla Valtorta e sul Pizzo dei Tre Signori.
Per passare da una cima all'altra bisogna scendere verso il Rifugio Nicola. Lungo il percorso incappiamo in un saltino di roccia che mette in crisi le quattro zampe motrici di Athos; serve tutta la pazienza e l'assistenza di Ezio per "calarlo" a valle incolume.
Ripartiamo in direzione Nord. C’è un po’ di viavai sul sentiero principale, così decidiamo di regalarci un po’ di solitudine prendendo la via della cresta innevata. Quaranta minuti di puro godimento estetico e siamo di nuovo in vetta. Foto di rito, un ultimo sguardo all'orizzonte e giù, con la pancia che inizia a reclamare la sua parte.
Puntiamo dritti al Rifugio Sassi-Castelli, dove sappiamo che Athos è ormai di casa. Tra una portata e l'altra, filosofiamo come sempre, per poi goderci l'atto finale: stesi al sole tiepido fuori dal rifugio, a raccogliere gli ultimi scampoli di questa giornata perfetta.
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