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Rifugi Del Grande Camerini e Tartaglione

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Vi è mai capitato che vi mettessero una pulce nell'orecchio? Qualche settimana fa la mia amica Bianca me ne mette una con tanto di nome e cognome. Anzi, due cognomi: Del Grande e Camerini. Mi decanta tanto la bellezza del luogo quanto la durezza della salita, e devo dire che ha ragione su entrambe le cose. I piedi di Gino vanno meglio, quindi ci fa sapere che questo mercoledì è della partita. Mi tolgo la pulce dall'orecchio e la scodello sulla chat del gruppo con tanto di itinerario di Komoot. Gino commenta che il dislivello è "importante" e preferirebbe qualcosa di più leggero. Astutamente gli prospetto una soluzione elegante: raggiunta l'Alpe Vezzeda Superiore dopo "soli" 550 metri di salita, vediamo come vanno i suoi piedi. Se dovessero dargli noia, invece di proseguire verso il rifugio attraversiamo la valle del torrente Mallero (che con un tortuoso percorso etimologico dà origine al nome della Valmalenco) e raggiungiamo l'Al...

Monte Pedena - Due giorni dopo ...

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Eravamo rimasti alla scultura della Creazione che io ed Ezio abbiamo scoperto casualmente al ritorno dal Monte Pedena. Era mercoledì. Il giovedì sono nuovamente da quelle parti, al Passo San Marco, in moto con Claudio: niente da segnalare. Il venerdì ci torno per la terza volta in tre giorni, sempre in moto, inventandomi con mio fratello Marco (meglio conosciuto come Jonny) il giro "al contrario", cioè salendo dalla Valtellina invece che dalla Val Brembana. Jonny contempla il suo mezzo al Passo San Marco Vi abbuono i commenti sulla bella vita dei pensionati e vengo al punto di questo post. Mentre con Jonny facciamo le foto di rito immortalando le nostre due fiammanti due ruote, mi cade l'occhio su una grande bacheca di legno piena di foto, annunci e indicazioni. Dico a Jonny: "Ehi, questo deve essere lo scultore della Creazione che ho visto l'altro giorno". E lui: "Sì, guarda... deve essere quello lì sotto...". Guardo giù sotto il passo e vedo un...

Monte Pedena

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Ho passato gli ultimi quattro giorni a Napoli e ho proprio voglia di cambiare aria. Le previsioni sono favorevoli, così contatto la truppa. Gino è ancora assente giustificato, ma Ezio ci sta e propone lo Zucco Sileggio. Obietto che lo zucchetto si può fare anche in novembre o in febbraio, e che a giugno dobbiamo puntare più in alto. Gli propongo allora il Monte Pedena, sul quale sono stato diversi anni fa in compagnia di un lontano parente valtellinese che mi aveva letteralmente tirato il collo. Ci diamo appuntamento a Pescate per le 7.00 e alle 8.30 siamo operativi. Lasciamo l'auto nei pressi del rifugio Alpe Lago, sulla strada che da Albaredo sale verso il Passo San Marco. Il Monte Pedena Il rifugio è chiuso da diversi anni dopo l'incendio che l'ha distrutto, ma ora si trova in un'avanzata fase di ristrutturazione, anche se dubito possa riaprire per questa stagione. Il primo tratto del sentiero sale ripido nel vallone percorso dal torrente Valle di Lago — un nome sing...

Alpe Deleguaccio da Subiale

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Il parto è laborioso, rallentato dalle troppe idee in campo. Alla fine la spunta l’Alpe Deleguaccio, con riserva di allungare ai laghi. Conosciamo già la meta, e proprio per questo cerchiamo una variante all'itinerario classico, ignari del fatto che, di lì a poco, lo stravolgeremo comunque. L’idea è quella di evitare il sentiero tradizionale sul fianco orientale della valle del Varroncello — fratello minore del Varrone — per risalire il lato opposto. Il piano prevede di attraversare la valle, guadagnare Subiale, rimontare verso il Rifugio Griera e poi, costeggiando in quota verso l'Alpe Moncale, espugnare la nostra meta da ovest. A Premana lasciamo l'auto al solito parcheggio di Via Roma. Il primo tratto si snoda tra le case sparse sul costone della montagna, mentre Subiale ci osserva esattamente di fronte, dall'altra parte del versante.  Subiale visto dal versante opposto della valle del Varroncello Scendiamo a intercettare il corso del Varroncello, lo guadiamo e attac...