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Visualizzazione dei post da novembre, 2023

Alpe Campo

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Questa uscita è passata alla storia del gruppo per il freddo. Freddo, freddo e ancora freddo. L'Alpe Campo si nasconde infatti in una valle laterale della Val Bodengo completamente "roversa": nel gergo alpinistico significa che è dal lato sbagliato del sole o, più semplicemente, volta a Nord. E a fine novembre, "Nord" vuol dire freddo. Partiamo dalla località Pra Princè immersi nell'ombra e nell'ombra restiamo per tutto il tempo, prima lungo un tratto quasi in piano, poi su un sentiero che s'impenna deciso verso l'Alpe, circondata da cime granitiche dove svetta il pro filo del Pizzo Ledù. Salendo ci imbattiamo sul sentiero nella carcassa di un animale selvatico, irriconoscibile, dilaniato dai denti aguzzi di qualche predatore, probabilmente un lupo. Athos la guarda curioso. Non appena mettiamo piede all’Alpe, abbiamo la gradita ma effimera sorpresa di vedere un raggio di sole: indovina un incastro perfetto tra le pareti delle cime soprastanti, re...

Cimone di Margno

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Ecco un altro mercoledì in cui tocca inventarsi qualcosa da fare. Ezio è preso dai suoi impegni, così io e Gino decidiamo di puntare al Cimone di Margno, partendo da Crandola. Nella mia memoria, il Cimone è indissolubilmente legato ai racconti di scialpinismo di una volta — quando la neve non si faceva pregare — e alle tante sciate all'Alpe di Paglio con l'amico Adriano. Ora è divenuta una meta per tranquille ma sempre appaganti escursioni. La salita autunnale da Crandola è un vero spettacolo cromatico: ci inoltriamo tra i larici che iniziano a fiammeggiare, risalendo i vari alpeggi fino a sbucare sotto al Pian delle Betulle. Giunti all'Alpe Grasso teniamo la destra, puntiamo all'Alpe Ortighera e proseguiamo verso la località dal nome evocativo di "Lares Brusaa" (Larice Bruciato). Da qui il sentiero invita a proseguire verso il rifugio Ombrega o il Santa Rita, ma noi, con una decisa inversione a U, puntiamo dritti alla vetta del Cimone, che conquistiamo dopo u...

Frasnedo

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Ogni volta che il pensiero corre a Frasnedo, la memoria torna inevitabilmente alla prima volta che ci misi piede con gli amici di Calolzio, guidati dal caro Cecco. È proprio in quell'occasione che scattammo la foto che lo ritrae e che ora, dalla Val Biandino, guarda fisso verso la cima del Pizzo dei Tre Signori. Propongo questa meta, che conosco come le mie tasche, ai soci. Come da copione quando puntiamo verso il lago, il ritrovo è al chioschetto del lungolago: un tempo, prima che aprissero il tunnel di Lecco, la parola d'ordine era "ci vediamo alla Texaco", il vecchio distributore di allora. A Verceia recuperiamo il pass per la strada a pagamento che risale la Valle dei Ratti fin quasi a incrociare il Tracciolino: un "aiutino" logistico che ci risparmia un bel po' di fatica. Superata la celebre ferrovia in quota, saliamo immersi in un caldo sole verso il borgo, disteso in una posizione soliva che sembra fatta apposta per godersi la valle. Da Frasnedo l...