Chi siamo

GES è l'acronimo di Gino, Ezio e Sergio (in ordine di chilometraggio anagrafico).

L'abbiamo anche declinato in Giovani Escursionisti Stralunati:

Giovani ... dentro.
Escursionisti ...  certamente.
Stralunati ... vabbè.

Ci conosciamo da una cinquantina d'anni e, anche se la vita ci ha portato a lungo su strade diverse che hanno faticato a incrociarsi, di recente ci siamo ritrovati, dopo gli anni del COVID, accumunati dalla stessa passione e dallo stesso datore di lavoro, molto, molto generoso in quanto a tempo libero ...

Con Gino ci siamo ribeccati, dopo una parentesi di parecchi anni, in Piazza Garibaldi a Lecco, entrambi a zonzo; io solo, con le mani in tasca e lui, col suo inseparabile setter Athos. Ci siam presi un caffè al Bar Centrale e ripromessi di combinare insieme qualcosa.

E così è stato. Settimana dopo settimana, quando il tempo e gli impegni ce lo permettevano, abbiamo incominciato a girovagare per le nostre montagne.

Parlando del più e del meno, è saltato fuori che Gino conosceva Ezio (abita a pochi passi da lui, al Gaggio di Malgrate). Io ed Ezio siamo stati compagni di scuola ai tempi del Badoni ma poi, come accade, ci si è persi di vista. Ha aderito con entusiasmo all'idea di partecipare alle nostre uscite e così, il trio si è formato.


Gino è il Capo indiscusso, per anzianità e carisma. Possiede un nutrito elenco di escursioni da promuovere dal pensiero al sentiero. A volte va tenuto a freno perché tende a 'volare alto'.
Suo è anche il nostro motto, declamato nei momenti topici delle nostre escursioni (leggi con le gambe sotto al tavolo): QUESTA È VITA!


Athos è la nostra mascotte. Percorre in scioltezza 3 o 4 volte la distanza che noi fatichiamo a coprire una volta sola. Può essere irritante.
Si fa perdonare facendo le feste (quando si ricorda) e rendendosi protagonista di qualche gag più o meno esilarante col suo Capo.
Si disinteressa di qualunque altro essere vivente che non siano le marmotte. Per quelle, perde la testa, ma finora gli hanno sempre fatto maramao. In compenso è molto interessato alle nostre merende.

Ezio è il filosofo. È con noi ma è anche da qualche altra parte che sa solo lui. È  pragmatico e flemmatico. Non si lamenta mai di nulla lasciando a me questa antipatica incombenza. Ama gli alberi e le foreste ed è capace di commuoversi di fronte a un bel faggio. Però ne brucia quintali nel suo camino. Nessuno è perfetto.


Io viaggio più terra terra e mi occupo di cose pratiche: delle foto, delle mappe, e ora anche del diario. Ecco, il diario, appunto.
Questo blog non ha la pretesa di essere una guida escursionistica; ce ne sono gia molte e tutte più autorevoli. Vuole quindi solamente essere una traccia, a nostro uso e consumo, di quello che abbiamo fatto e continueremo a fare oltre che un modo pratico per condividerlo con gli amici. 

Se poi capitasse che altri, leggendolo, traessero spunti per unirsi alla schiera dei vagabondi beh ... in montagna c'è posto per tutti. Sempre però, mi raccomando, con la testa, oltre lo zaino, sulle spalle.

Non ci si dilunga in dati tecnici: quote, tempi, dislivelli e altre informazioni sono disponibili in dettaglio nei tracciati di Komoot, quando ha funzionato e ci siamo ricordati di usarlo. Sono comunque solo dettagli.

Analogamente, i post non sono farciti di fotografie; queste, sono accessibili dal link 'Galleria Foto'.

Un'ultima cosa: il blog nasce nel 2026 ma pesca fin dalle nostre origini nel 2022. Quindi, qualche lacuna e imprecisione sono inevitabili. Mi considero perdonato.

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