Resegone da Morterone
Gino oggi ha altri impegni, ma io ed Ezio non abbiamo la minima intenzione di "saltare". Gli propongo il Resegone salendo da Morterone: un classico invernale che, con la sua bellezza, riesce sempre a farsi perdonare la strada infinita e tortuosa necessaria per raggiungere il comune più piccolo d'Italia.
Per non rischiare, nello zaino abbiamo tutto: piccozza e ramponi. Ezio opta per l'assetto classico dei ramponi, io preferisco l'agilità dei ramponcini. Entrambi si rivelano necessari fin dai primi passi nel bosco: la neve è poca, ma vecchia e talmente calpestata da risultare subito insidiosa.
Appena usciti dal bosco, il paesaggio si apre finalmente in un bianco immacolato. Ci inerpichiamo con la solita, sottile soddisfazione lungo le ripide balze che conducono al colletto tra la Torre di Valnegra e la vetta. In breve raggiungiamo il rifugio Azzoni (chiuso) e la croce di vetta, dove consumiamo le nostre frugali provviste con la vista che spazia sulla nostra Lecco. La giornata è limpida e non resisto alla tentazione di fotografare il Bernina e il Disgrazia pur sapendo che la notevole distanza comprometterà la qualità delle foto. Colgo anche in una bella prospettiva il Sodadura e la Cima di Piazzo, mete della nostra ultima uscita.
Per la discesa ho in mente una variante: porto Ezio verso il versante bergamasco, puntando al rifugio Tironi-Consoli e a una curiosa installazione che vidi anni fa. Torniamo al Colletto di Brumano e, invece di scendere per il sentiero del mattino, pieghiamo a destra verso la Costa del Palio.
Mentre scrivo queste righe, consultando la mappa di Komoot per orientarmi tra i toponimi, mi rendo conto che abbiamo incrociato proprio le sorgenti del torrente Imagna. Questa valle mi è particolarmente cara: ha dato i natali a mia mamma Maria e qui ho trascorso le lunghe, indimenticabili estati della mia infanzia. Ancora oggi sento la nostalgia di quei colori e di quegli odori; luoghi che resteranno per sempre nel mio cuore.
Chiudo la parentesi sentimentale e arriviamo alla famosa "Porta del Cielo". È una porta in legno installata nel 2014 su un poggio della Colma: socchiusa, sembra invitare lo sguardo a spaziare tra i panorami della Valsassina e della Valle Imagna, proprio sul confine tra le due terre.
Lasciamo la cresta e scendiamo lungo la carrareccia ghiacciata che, con un ultimo sforzo, ci riporta a Morterone, dove il nostro anello si chiude.
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