Rifugio Elisa

Oggi il Gino non ci gratifica della sua presenza così io ed Ezio mettiamo nel mirino il Rifugio Elisa, una meta che mancava ancora al suo personale palmarès.
L'Elisa si trova sulle pendici occidentali della Grigna Settentrionale o, come lo chiamiamo noi lecchesi da sempre, il Grignone, per non confonderlo con la "sorella minore", la Grignetta.

Diciamocelo subito: non esistono scorciatoie. Il punto di accesso più prossimo è Rongio e da lì bisogna mettere in preventivo oltre 1100 metri di dislivello. Per le nostre vecchie gambe, 3 ore non bastano.
Il primo tratto risale quasi pigramente la valle del torrente Val Mala fino ad un ponte in ferro che la attraversa. In breve raggiungiamo la vasta grotta dell'Acqua Bianca Qui il sentiero si sdoppia: a sinistra una scalinata di gradoni regolari punta decisa verso la Gardata, a destra un tracciato diverso si perde nel bosco. È l’occasione perfetta per il nostro amato anello. Saliamo a sinistra, mordendo i gradoni fino a sbucare nei pressi di un baitello che ben conosco. Da qui la pendenza concede una tregua, ma per il rifugio la strada è ancora lunga...  

Le brume della notte si sono cristallizzate sui rami degli alberi rendendo il paesaggio fiabesco. Dopo la Gardata compare la neve: il passo si fa inevitabilmente più lento, ma il cuore — con il solito riflesso infantile — ne gioisce ancora una volta.

Al rifugio pensavamo di essere soli, e invece troviamo compagnia: prima un elegante camoscio e poi un piccione, la cui presenza a queste quote ci lascia onestamente sbalorditi. Affondiamo i denti nei nostri panini gelati, scaldiamo l'anima con un sorso di tè, scattiamo le foto di rito e siamo pronti a scendere. Appena sotto il baitello imbocchiamo il sentiero intravisto al mattino: una lunga picchiata più a sud che ci ricongiunge alla grotta dell'Acqua Bianca.

Proprio nell'ultimo tratto verso Rongio, Ezio sfodera una vista da aquila e riconosce a distanza un cugino che non vedeva da tempo, intento in una sgambata pomeridiana. Devo ammettere di aver faticato a trattenere il sorriso ascoltando il campionario di avventure e disavventure che l'originale soggetto ci sciorina con una disinvoltura invidiabile. Che personaggio!

Infine, tra una "balla" e l'altra si chiude anche questo bel giro che inaugura il nuovo anno.

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