Monte Sodadura

Il Monte Sodadura è una piramide naturale che si erge sopra i Piani di Artavaggio: bella sempre, ma spettacolare d'inverno. In questa occasione è già un po' tardi per la neve, anche se nei versanti a nord ne è rimasta traccia. Spesso lo si sale sfruttando la funivia, che agevola parecchio il compito, ma stavolta io e Gino siamo in forma e partiamo direttamente da Moggio.

Lungo la salita, fiato permettendo, ragioniamo e sragioniamo di diverse cose, come sempre. Abbiamo spesso punti di vista differenti che aiutano certamente a rendere il cammino meno noioso.

A un certo punto, però, presi dai nostri discorsi, perdiamo Athos: lui ha un suo personalissimo metro nel giudicare a quale distanza gli sia consentito allontanarsi dal Capo, ma questa volta esagera proprio. Dopo un buon quarto d'ora di richiami, sempre più sonori e preoccupati, lo vediamo arrivare allegro come non mai, con quell'aria da zuzzurellone gioioso che non lo salva, tuttavia, da una serie di epiteti irripetibili.

Raggiunta finalmente la vetta, decidiamo di tentare la fortuna e vedere se al rifugio Nicola accettano anche Athos. Ci va bene, anche perché decidono di chiudere un occhio, ed è così che oltre al pranzo ci guadagniamo le attenzioni della ragazza sudamericana che ci serve. Ci racconta dei suoi studi di economia in Italia e delle sue belle speranze; a Gino è rimasta nel cuore, lo so.

Facciamo anche conoscenza con il gestore ultraottantenne, discendente del Nicola da cui il rifugio prende il nome, che ancora si attarda in cucina come se gli anni non passassero mai. Dopo un incontro così è proibito sentirsi vecchi e infatti ... Giovani Escursionisti Stralunati. 

Ma, bando alle ciance, la discesa è lunga e bisogna andare: giù, giù, giù...

Commenti