Grignetta dal Canalone Caimi

È vero che non si può salire in Grignetta tutti mercoledi ... ma oggi è giovedì e quindi vale.

Oggi mancano sia il Gino che Athos, così io ed Ezio decidiamo di osare dove le quattro zampe non potrebbero arrivare. La meta è la Grignetta attraverso il Canalone Caimi. L'ho risalito in ogni stagione, ma devo dire che senza neve è un calvario: un ghiaione semovibile dove ogni due passi avanti ne fai uno indietro. Con la neve, invece, è pura magia, a patto di avere l'attrezzatura giusta. Calziamo i ramponi su un precario ripiano dopo il primo tratto scoperto e iniziamo la risalita.

Saliamo in linea retta, tenendoci rigorosamente al centro del canale. Stare vicini ai bordi è rischioso: tra il disgelo e i camosci che saltano sicuri in alto, le scariche di sassi sono sempre in agguato.

Arrivati alla biforcazione, si deve tenere la destra. Se prosegui dritto per dritto, finisci fuori percorso verso pareti insuperabili (un errore che commisi anni fa e che mi costrinse a un traverso poco simpatico verso il Sentiero delle Capre). Questa volta non sbagliamo: superiamo qualche facile passaggio su roccetta e sbuchiamo sulla Cermenati, l’"autostrada" della Grigna.

In vetta ci accoglie un regalo inaspettato: siamo soli. Cielo blu cobalto, nemmeno una nuvola e una cresta di neve immacolata che taglia la cima, con l'infinita pianura distesa ai nostri piedi. È una di quelle emozioni che ti restano cucite addosso.

Per la discesa scegliamo il Sentiero delle Capre, per evitare probabili incontri e prolungare ancora un po' quella sensazione di essere i "padroni" della montagna. Verso la fine, incontriamo i veri abitanti di queste rocce: un gruppo di camosci. Uno di loro, quasi mettendosi in posa, si lascia fotografare attraverso una finestra naturale nella roccia che lo incornicia perfettamente.

Quattro salti e siamo alla macchina.

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