Alpe Deleguaccio e Alpe Solino

Con Gino fuori combattimento, ci ritroviamo ancora, io ed Ezio, a doverci inventare un mercoledì.

Propongo una sortita all'Alpe Deleguaccio, con l'opzione poi di salire al primo dei due laghi che portano lo stesso nome.

La partenza è ancora una volta da Premana dove lasciamo l'auto al parcheggio multipiano all'ingresso del paese.

Conosco l'itinerario per l'Alpe essendoci già stato più volte. Si percorre un primo tratto quasi pianeggiante, sui 1000 metri, che si inoltra sul lato destro della valle del torrente Varroncello, fratello minore di quello che dà il nome alla Val Varrone. Nei pressi di un'edicola votiva scavata nella roccia, il sentiero prende a salire più decisamente, già in parte innevato. Non vedremo il sole se non all'Alpe, dove però ci aspetta una sorpresa: unj forte vento spazza i pendii sollevando polvere di neve e creando spettacolari mulinelli.

Cerchiamo un riparo tra le baite per recuperare un po' di calorie e decidere il da farsi. Ragioniamo sul fatto che la traccia di un escursionista che abbiamo seguito fin qui - forse una donna, data la piccola impronta - verso i laghi si interrompe. So però che da qui parte un sentiero che con un lungo tarverso torna in direzione di Premana e raggiunge l'Alpe Solino senza perdere quota. Lo perlustriamo e notiamo che chi ci ha preceduti ha scelto questa soluzione. Proveremo a seguirlo e se incontreremo difficoltà potremo sempre tornare indietro e scendere per la via di salita. 

Muniti di ramponcini ci avventuriamo e poco dopo, dietro un'ansa del sentiero,  siamo gratificati dalla vista di una bella coppia di camosci. Sono sempre affascinato dalla postura con la quale questi nobili caprini rispondono agli occasionali incontri: ci stanno fissando con lo sguardo sospeso tra stupore e attesa, che non sfugge ai nostri obiettivi.

Dopo circa un ora e mezza siamo al sole dell'Alpe Solino (nome forse non del tutto casuale) dove ci crogioliamo a lungo al sole, al cospetto del Pizzo dei Tre Signori completamente ammantato di bianco, mentre un aquila volteggia sopra le nostre teste. 

La discesa nel bosco ci porta rapidamente verso Premana attraversando, verso la fine, i soliti di gruppi di baite immacolate dagli indecifrabili nomi pittoreschi. Poco prima del paese, l'ultimo incontro. Dal tepore di una stalla, un gruppo di pecore ci osserva con sguardo interrogativo: non sappiamo che rispondere.

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