Zucchi della Croce e Mersa

Percorrendo la strada per la Culmine di San Pietro mi sono imbattuto spesso nelle indicazioni per due località che mi hanno sempre incuriosito: Mezzacca e Rifugio Zucco della Croce. 

Le avevo già messe nel mirino la scorsa settimana ma il meteo avverso ci aveva fatto rimandare. Oggi andiamo a vedere cosa c'è dietro questi nomi. 

Imbastisco un percorso con Komoot con partenza e ritorno da Mezzacca, passaggio per il misterioso rifugio, salita allo Zucco della Mersa — non meno ignoto — e tappa ristoro al Rifugio Stella Alpina che già conosciamo e abbiamo apprezzato in un giro di qualche settimana fa ("Dalle parti della Culmine").

Il rito degli scarponi
Il rito degli scarponi

Alle 8.30 siamo quindi al cimitero di Mezzacca, frazione agricola di Cassina, fuori dai percorsi soliti per Maggio e Moggio e abbastanza nascosta da essermi sfuggita fino ad oggi. Dopo il consueto rito della calzata degli scarponi ci mettiamo in moto e il nostro fido assistente ci porta a risalire una carrareccia che, incrociata la strada della Culmine, prosegue poi su sentiero inoltrandosi e inerpicandosi per boschi di faggi ora fitti, ora più radi. 

Bella faggeta verso lo Zucco della Croce
Bella faggeta verso lo Zucco della Croce

Tronco con funghi lignicoli (o xilofagi)
Tronco con funghi lignicoli (o xilofagi)

Ci rendiamo conto che non dev'essere molto battuto, poiché probabilmente vi sono punti di accesso più comodi ed elevati che si diramano dalla strada che porta al passo.

Si vede la mano degli Alpini
Si vede la mano degli Alpini

Dopo un'ora circa approdiamo al rifugio, annunciato da un alpino di vedetta con tanto di bandiera. Si trova in una bella e ombrosa radura nel bosco ed è il classico rifugio degli Alpini: curato, ben organizzato, con tanti tavoli all'aperto. Quattro passi e raggiungiamo lo Zucco della Croce. Della croce non v'è traccia alcuna e, se anche ci fosse, sarebbe comunque invisibile dato che la sommità è ingombra di alberi e arbusti.

Il rifugio Zucco della Croce
Il rifugio Zucco della Croce

L' Alpino di vedetta
L' Alpino di vedetta

Torniamo sui nostri passi verso le Baite Fraccia e Francetto, che sono poco più che ruderi, mentre più oltre le Baite Penscei si presentano integre e recano i segni di recenti alpeggi, probabilmente cavalli.

I ruderi della Baita Francetto
I ruderi della Baita Francetto

Le Baite Penscei
Le Baite Penscei

Poco oltre incontriamo una strada agro-silvo-pastorale che risale verso la Baita Nova per poi intersecare quella che, giungendo dalla provinciale, porta ai Piani d'Artavaggio.

La Baita Nova
La Baita Nova

Ne percorriamo un breve tratto in direzione dell'imbocco, fino a incontrare il sentiero che, ripido, risale lo Zucco della Mersa. Oltrepassata la Baita del Lozz sbuchiamo sulla DOL (Dorsale Orobica Lecchese) che, proveniente da Artavaggio, attraverso lo Zucco di Maesimo e quello della Mersa conduce alla Culmine.

La Baita del Lozz
La Baita del Lozz

Anche lo Zucco della Mersa risulta abbastanza anonimo, immerso com'è nella boscaglia. Per onor di firma lo risaliamo fino a un accenno di ometto di pietre che ne segnala la sommità.

Zucco della Mersa
Zucco della Mersa

Il sentiero della dorsale, in compenso, ci regala uno splendido panorama sulla Val Taleggio, lo Zucco di Valmana, la Costa di Palio, il Resegone. e il Monte Due Mani. 

Verso la Val Taleggio e, sullo sfondo, lo Zucco di Valmana
Verso la Val Taleggio e, sullo sfondo, lo Zucco di Valmana

Il Resegone dalla DOL
Il Resegone dalla DOL

Zucco della Mersa e più dietro Zucco di Maesimo
Zucco della Mersa e più dietro Zucco di Maesimo

Con una rapida discesa siamo ai prati delle Baite della Culmine, alla chiesetta dedicata ai Santi Pietro e Paolo e infine al passo. Ci lasciamo alle spalle i due ristoranti che lo presidiano e, con l'acquolina in bocca, puntiamo decisi al Rifugio Stella Alpina. Al contrario della volta scorsa splende il sole e non abbiamo dubbi: ci piazziamo su un bel tavolo all'aperto e aspettiamo che qualcuno si faccia vivo.

Il Rifugio Stella Alpina sbirciato dalla Grignetta
Il Rifugio Stella Alpina sbirciato dalla Grignetta

Tagliere, crespelle di saraceno, tagliatelle al ragù: a ognuno il suo, accompagnato da birrette belle fresche. Prima dei caffè ci spaparanziamo al sole sulle sdraio, chè di fretta di scendere non ce n'è.

Tagliere, birrette ...
Tagliere, birrette ...

Quando entro nel rifugio per ordinare i caffè ho una sorpresa: dentro è pieno di gente che, inspiegabilmente, ha preferito pranzare al chiuso; ad un tratto mi sento chiamare. Sono Renata e Dino coi loro amici del mercoledì tra i quali vi è anche il nonno delle ragazze del rifugio. Ogni tanto ci si trova in giro, si fanno due chiacchiere, si ricordano i vecchi tempi e, purtroppo, anche qualcuno che non c'è più...

Menù
Menù

Torno dai soci, sempre belli e beati al sole, e poco dopo ci raggiungono Renata e gli altri. E qui si scopre ancora una volta quanto il mondo sia piccolo. Salta fuori che Renata è stata educatrice della scuola d'infanzia a Malgrate e ricorda benissimo i figli di Gino ed Ezio. E allora via con  un'altra sessione di Amarcord ...

La Maestra Renata con Gino
La Maestra Renata con Gino

Verso le tre molliamo la compagnia e riprendiamo il cammino, ormai tutto in discesa, verso Mezzacca. La strada è la stessa della volta scorsa fino alle baite e alle aziende agricole di Ussola. 

Il tratto finale della vecchia strada della Culmine
Il tratto finale della vecchia strada della Culmine

Qui discendiamo e rimontiamo la valle del torrente Val Ferrera, riportandoci a Mezzacca. La attraversiamo costeggiando diverse fattorie, la chiesetta della Madonna della Neve e persino la vecchia scuola che reca ancora il cartello "MINISTERO DELL' EDUCAZIONE NAZIONALE - SCUOLA RURALE DI MEZZACCA" con tanto di stemma sabaudo.

Ultimi passi a Mezzacca
Ultimi passi a Mezzacca

C'era una volta ...
C'era una volta ...

Con questo tuffo nel passato, salutati da un bel gattone bianco che presidia il paese, chiudiamo l'avventura. Perché è sempre un'avventura ...

Miaoooo...
Miaoooo...

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Punto di partenza: Mezzacca (856 m)
Punto di arrivo: Zucco della Mersa (1460 m)
Dislivello totale: 700 m
Lunghezza: 14,1 km
Difficoltà: E (Escursionistico)
Tempo complessivo: 5 h
Tipologia: Giro ad Anello


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