Do un'occhiata alla cronologia che mi restituisce, nuda e cruda, la data dell'ultima uscita con formazione al completo: 18 febbraio. Vabbè, è andata come è andata e ci mettiamo una pietra sopra. Lasciamo alla creatività di Gino stabilire la meta. A testimoniare che è tornato alla grande, ci propone un nome mai sentito, tanto da costringermi ad andarlo a cercarlo sulle mappe: Bocchetta dei Lupi. Scopro così che si tratta di un valico tra la Val Lunga e la Val Madre.
Mi direte: ne sappiamo come prima! E allora spiego. La Val Lunga è una delle due valli, Lunga e Corta, che si diramano da Tartano, paese "nascosto" tra i monti sopra Talamona, in Valtellina. La Val Madre, poco più a est, da Fusine risale fino al Passo Dordona dal quale ci si affaccia su Foppolo e la Val Brembana.
Ci diamo appuntamento alle 7.30 al solito parcheggio di Pescate e, senza correre, alle 9 siamo in contrada Arale dove termina la carrozzabile che si addentra nella Val Lunga. A uno dei primi tornanti sopra Talamona abbiamo un "disguido" con gli addetti di un cantiere stradale che ci distrae dalla monotonia del viaggio. Vedo Gino bello "carico" e mi improvviso pompiere per spegnere i bollenti spiriti. Lasciamo l'auto nei pressi del Rifugio Beniamino che ha l'aria di essere chiuso da parecchio tempo. Nei pressi c'è pure Il Pirata, un simpatico ristoro che abbiamo già frequentato in passato, che pare pure chiuso. Vedremo al ritorno se ci sarà modo di farsi una birretta...
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| La sorgente Acqua di Fraa |
Il sentiero inizia in corrispondenza di una fonte denominata Acqua di Fraa (letteralmente, acqua dei frati). Il suo nome richiama un’antica presenza di monaci e proprio un frate in larice, scolpito dall'artista morbegnese Ivan Fabani, la presidia. Il frate è inginocchiato con le mani aperte, dalle quali sgorgherà l'acqua dell'antica sorgente.
A circa 40 minuti incontriamo le Baite Porcile, poste in un'ampia radura pianeggiante, alle cui spalle scende una bella cascata proveniente dai laghi soprastanti che raggiungiamo dopo altri 40 minuti di ascesa; procediamo dapprima nel bosco, e poi per balze prative percorse da lingue di gneiss, tipica roccia quarzosa.
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| Le Baite Porcile |
I laghi di Porcile non devono il loro nome ai rosei fornitori di salumi, come si sarebbe portati a pensare, anche perché viene difficile immaginare un allevamento di maiali a 2000 metri di quota. Pare invece derivare dal termine dialettale "purscil", usato per indicare la purezza delle acque e forse anche del minerale ferroso presente in zona e che in passato aveva dato vita a una fiorente attività di estrazione.
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| L'altipiano dei Laghi del Porcile |
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| Il Lago Grande |
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| Il Lago Inferiore |
In una vasta conca pratosa si trovano i primi due laghi, Inferiore e Grande, mentre il terzo, Superiore, è collocato poco sopra nascosto da uno sperone roccioso. La Bocchetta dei Lupi è ora ben visibile e appare discretamente innevata. Abbiamo i ramponcini ma probabilmente non saranno necessari. Lasciati i laghi ci dirigiamo a est risalendo il sentiero, non sempre evidente, fino a una baita in sasso dove una palina segnaletica adagiata contro la parete appare decisamente fuori contesto. Indica infatti tempi di percorrenza incongrui per la posizione. Dovrebbe essere molto più a monte e ci chiediamo come possa essere finita lì. Difficile credere che qualcuno l'abbia portata giù come altrettanto improbabile è l'ipotesi che ce l'abbia trascinata qualche slavina o altro fenomeno naturale. Non ci tormentiamo più del necessario con questi dubbi e riprendiamo la salita posando gli scarponi sulla prima neve che risulta abbastanza compatta da facilitare il cammino, anziché ostacolarlo.
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| La baita con la palina 'fuori posto' |
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| L'ultima neve di primavera |
È mezzogiorno quando con un ultimo sforzo raggiungiamo la Bocchetta animati dalla curiosità di scoprire cosa ci sia dall'altra parte. Riconosco la Val Madre essendoci stato sia in moto, in solitaria, scollinando poi il Passo Dordona verso Foppolo, che poi in bici col mio amico Claudio. Dal momento che lungo la salita avevamo scorto numerose indicazioni per il Rifugio Dordona, mi inoltro verso la valle quanto basta per scorgerlo circa 400 metri sotto di noi.
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| Il Rifugio Dordona in Val Madre |
Il panorama verso la Val Madre offre in lontananza il Bernina e lo Scalino mentre quello sulla Val Tartano offre la Cima di Lemma, il Pizzo Scala, le cime innevate del gruppo del Tre Signorie si spinge fino alle Grigne. Sotto di noi tutti i laghi del Porcile, compreso il Superiore che avevamo anche pensato di inserire nell'itinerario di ritorno, ma che la presenza di neve sui traversi ci consiglia di ignorare per non cercarci inutili complicazioni.
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| Il Bernina dalla Bocchetta dei Lupi |
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| Il panorama verso la Val Tartano |
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| Zoomata sul lago Superiore dalla Bocchetta dei Lupi |
Dal momento che la Bocchetta non è particolarmente ospitale in quanto a spazi adatti al ristoro, ci troviamo tutti d'accordo sul fatto di scendere subito ai prati dei laghi, favoriti ora anche dal fatto che il sole si è fatto largo tra le dense velature del cielo che avevano caratterizzato la mattinata. Io ed Ezio ci lasciamo incantare da un bellissimo canalone innevato che scende dal Monte Cadelle, che in altra epoca avremmo volentieri disceso con gli sci...
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| Invitante canalone sulle pendici del Monte Cadelle |
Poco prima di giungere ai laghi, abbiamo l'illusione ottica di scorgere la planata di un grosso rapace, la cui sagoma nera vediamo scorrere qualche centinaio di metri sotto di noi. Giusto il tempo di realizzare che era un masso distaccatosi dal monte e che con bella scelta di tempo aveva deciso di anticipare il nostro passaggio. Ai laghi, finalmente ci stravacchiamo sul prato e diamo fondo alle scorte senza dimenticare Athos che, inseguendo marmotte, ha consumato non poche energie. Segue un momento di relax che non sfugge all'occhio delle rispettive fotocamere.
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| Relax ... |
Mentre ci apprestiamo a riprendere la discesa, un bel drago sputafuoco compare nel cielo per poi dissolversi poco dopo.
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| Il Drago Sputafuoco |
Incrociamo subito un nutrito gruppo di colleghi INPS che avevamo notato al mattino risalire sotto di noi e poi scendere dal Passo di Tartano. Chiedo loro il permesso di immortalarli e me lo accordano volentieri. Li ringrazio a modo mio chiarendogli che intitolerò la foto "La compagnia dei barlafüs". Il più sveglio del gruppo, tra le risa, mi risponde: "Ma si vede così tanto?".
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| La compagnia dei barlafüs |
Nella discesa c'è ancora tempo per qualche foto. In particolare, mi soffermo a cercare l'effetto movimento di un paio di cascate e, ormai a due passi dall'auto, a incorniciare qualcuna delle cappellette erette a ricordo di una suora, poi proclamata Beata, uccisa per futili motivi anni fa nel Chiavennasco.
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| Acqua in movimento ... |
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| In ricordo di Suor Maria Laura Mainetti |
Il Pirata è sempre chiuso. Chiuso pure un altro accattivante ristoro di Campo. Pare che alle 4 del pomeriggio, in questa valle nessuno abbia tempo da perdere al bar. Chiudiamo perciò la giornata al Chiosco del Ponte sull'Adda dove già concludemmo l'avventura al Rifugio Ponti. E siccome non c'è due senza tre...
| Punto di partenza: |
Tartano - Contrada Arale (1490 m) |
| Punto di arrivo: |
Bocchetta dei Lupi (2316 m) |
| Dislivello totale: |
830 m |
| Lunghezza: |
9.7 km |
| Difficoltà: |
E (Escursionistico) |
| Tempi (Salita/Discesa): |
3:00 h / 2:00 h |
| Tipologia: |
Andata/Ritorno |
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