Alpe Deleguaccio da Subiale

Il parto è laborioso, rallentato dalle troppe idee in campo. Alla fine la spunta l’Alpe Deleguaccio, con riserva di allungare ai laghi. Conosciamo già la meta, e proprio per questo cerchiamo una variante all'itinerario classico, ignari del fatto che, di lì a poco, lo stravolgeremo comunque. L’idea è quella di evitare il sentiero tradizionale sul fianco orientale della valle del Varroncello — fratello minore del Varrone — per risalire il lato opposto. Il piano prevede di attraversare la valle, guadagnare Subiale, rimontare verso il Rifugio Griera e poi, costeggiando in quota verso l'Alpe Moncale, espugnare la nostra meta da ovest.

A Premana lasciamo l'auto al solito parcheggio di Via Roma. Il primo tratto si snoda tra le case sparse sul costone della montagna, mentre Subiale ci osserva esattamente di fronte, dall'altra parte del versante. 

Subiale visto dal versante opposto della valle del Varroncello
Subiale visto dal versante opposto della valle del Varroncello

Scendiamo a intercettare il corso del Varroncello, lo guadiamo e attacchiamo la salita. Poco prima del borgo incrociamo un sentiero che si stacca sulla destra: una palina indica l'Alpe Deleguaccio a due ore e un quarto. Visto che la stessa palina segnala il paese a soli dieci minuti, decidiamo per una deviazione.

L'atletico guado del torrente Varroncello
L'atletico guado del torrente Varroncello


Subiale è un gioiello del comune di Pagnona, una manciata di baite adagiate su una balza erbosa dove ogni angolo appare curato, vivo. Incontriamo una coppia di muratori al lavoro su una cascina e, poco oltre, marito e moglie intenti a riordinare il giardino e a interrare fiori. Scambiamo due parole, poi torniamo sui nostri passi per riprendere il sentiero intravisto poco prima. 

Tra i vicoli di Subiale
Tra i vicoli di Subiale

Subiale, crocevia per cento mete
Subiale, crocevia per cento mete

Un'ora più tardi, non avendo ancora incrociato nessuno degli alpeggi previsti, mi decido a consultare Komoot. La sentenza è immediata: non siamo sul percorso programmato, ma su una via di mezzo che punta dritta all'Alpe Deleguaccio. Colpa della palina di Subiale che ci ha tratti in inganno, e colpa mia che, stanco delle cantilene dell'app, l'avevo silenziata. La delusione è palpabile e i commenti di Gino non si fanno attendere; ormai però la traccia è questa e ce ne facciamo una ragione.

Galeotta fu la palina ...
Galeotta fu la palina ...

Proseguiamo fino all'Alpe Böc, dove ci accoglie un bel gregge di capre orobiche che ci squadra con olimpica indifferenza. L'Alpe Deleguaccio è ormai a vista. 

L'Alpe Böc
L'Alpe Böc


Capre Orobiche
Capre Orobiche

La raggiungiamo in pochi minuti, avvolta nel grigiore di un cielo che finora ci ha negato il sole. Intorno non c'è anima viva; ne approfittiamo per occupare un grande tavolo di legno che sembrava lì ad aspettarci. Consumiamo le nostre quattro cose e poi ci concediamo un po' di riposo, stesi a goderci il sole che, finalmente, ha deciso di girare a nostro favore.

Pranzo al sacco all'Alpe Deleguaccio
Pranzo al sacco all'Alpe Deleguaccio

Di salire ai laghi non se ne parla. Troppo tardi. Prima di rimetterci in cammino si valuta la via del ritorno. Il programma originario prevedeva la picchiata diretta su Premana ma, stravolto per stravolto, cambiamo tutto ancora una volta: decidiamo di proseguire in costa verso le alpi Solino e Piancalada, che i cartelli danno a meno di un'ora. Nel frattempo spunta un alpeggiatore armato di cazzuola e scopa. Arriva da una fonte vicina che, tanto per non stare con le mani in mano, è andato a controllare e a ripulire dai detriti dell’inverno. Attacchiamo bottone anche con lui e gli chiedo la storia di quella pala di mulino che troneggia sul muro di una cascina. Ci spiega che un tempo, l'acqua della sorgente che ora scorre libera, veniva canalizzata verso la ruota che azionava, all'interno della struttura, un macchinario per la produzione del burro.

La vecchai ruota del mulino per la macchina del burro
La vecchai ruota del mulino per la macchina del burro

Congedato l'alpeggiatore, ormai padrone assoluto del borgo, puntiamo al crocione di legno poco oltre le case. Da lì parte il sentiero che io ed Ezio percorremmo, in condizioni meteorologiche totalmente diverse, nel febbraio dello scorso anno. 

Il crocione dell'Alpe Deleguaccio
Il crocione dell'Alpe Deleguaccio

Un continuo dentro e fuori, su e giù, e in poco meno di un'ora siamo nuovamente a un bivio: proseguire per l'Alpe Solino o scendere verso l'Alpe Piancalada? Scegliamo la seconda, a noi sconosciuta. Anche qui troviamo tutto in perfetto ordine, compresa una bella fonte coperta, appena rinnovata, da cui sgorga acqua cristallina. 

L'Alpe Piancalada e, sullo sfondo, Subiale
L'Alpe Piancalada e, sullo sfondo, Subiale

La bella fonte di Piancalada
La bella fonte di Piancalada

Appena fuori dal nucleo di case, un torrentello è stato imbrigliato in un'ampia vasca che ribattezzo all'istante "la vasca da bagno per la suocera". La mia, in verità, non meritava un trattamento così ruvido, ma la categoria, si sa, non gode di grande fama nella tradizione popolare, e allora...

La vasca da bagno per la suocera
La vasca da bagno per la suocera

La discesa nel bosco è lunga e strappa a Gino più di una lamentela. Dopo un'ora però, grazie alla dritta di un paesano intento a falciare il suo praticello, sbuchiamo precisi precisi sopra il parcheggio. Di questa giornata mi resta come sottofondo il pensiero di tutti quegli uomini e quelle donne che, in passato, faticarono per strappare lembi di terra alla montagna rendendoli abitabili e, a loro modo, accoglienti. Ma il pensiero va anche a chi, pur non avendone più una stretta necessità economica, si ostina oggi con orgoglio e tenacia a custodire questo patrimonio di storia e cultura ricevuto in eredità.

Dimenticavo: qui sotto, la sovrapposizione degli itinerari: in blu quello programmato e in rosso quello poi effettivamente portato a termine.  Liberi come l'aria ...

Itinerario programmato (blu) e seguito (rosso)
Itinerario programmato (blu) e seguito (rosso)

Punto di partenza: Premana (1000 m)
Punto di arrivo: Alpe Deleguaccio (1690 m)
Dislivello totale: 830 m
Lunghezza: 12.4 km
Difficoltà: E (Escursionistico)
Tempi (Salita/Discesa): 3:00 h / 2:00 h
Tipologia: Andata/Ritorno

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