Coltignone con Luciana
Mi contatta l'amica Luciana che ha in progetto un trekking in Trentino di più giorni. Venendo da un prolungato stop forzato, vuole saggiare lo stato di forma.
Le propongo di unirsi a noi per una leggera sgambata ai Resinelli. Anche Raffaele è dei nostri cosicché siamo in quattro, più l'immancabile Athos.
Ci addentriamo nella faggeta del Parco del Valentino, animata dal verde brillante della nuova fogliazione. Facciamo la canonica sosta al Belvedere e mi sorprende un po' apprendere che Luciana non è entusiasta di affacciarsi sul vuoto. Ricorro a tutte le mie doti di persuasione e riesco persino a immortalarla, seppur saldamente ancorata alla balaustra; lo sguardo non è esattamente rilassato.
Ora saliamo al Coltignone per vedere come rispondono le gambe, anche in vista della successiva discesa. Dalla cima il colpo d'occhio è splendido e i cumuli sparsi all'orizzonte non guastano il panorama, anzi, lo movimentano. Il fiato non manca e, sempre tenendo in moto la bocca, ci dirigiamo verso la prossima tappa, Cima Paradiso, che raggiungiamo di lì a poco. La vista dovrebbe aprirsi sulla piramide della Grignetta che però — siamo già ben oltre mezzogiorno — troviamo incappucciata. Peccato!
Il tocco bucolico ce lo regala un gregge di pecore al pascolo; prudentemente, Raffaele mette il guinzaglio ad Athos, prima che decida di rovinarci il momento.
La discesa sul ripido pratone, dove qualche decennio fa scendeva la pista da sci, sancisce che anche il ginocchio regge. Tirando i conti, il test non delude. Quello che delude è il pranzo in uno dei ristoranti dei Piani — che la clemenza mi suggerisce di non nominare — a detta di tutti, dimenticabile.
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