Corno Birone e Monte Rai
Il 2026 ricomincia da un grande classico: Corno Birone e Monte Rai.
Sono passati quasi tre anni dalla nostra prima volta su queste cime. I versanti solivi sopra Valmadrera e Civate si confermano l’ideale in queste fredde giornate di gennaio: il posto perfetto per riprendere la gamba e smaltire le tossine delle feste.
Quest’anno l’innevamento è scarso ovunque e qui, infatti, non ve n’è la minima traccia; se non fosse per la temperatura pungente, sembrerebbe una passeggiata di fine ottobre.
Nonostante il lungo periodo di stop e i gozzovigli festaioli, le gambe girano che è una meraviglia, a conferma dei miei sospetti sull'assoluta imprevedibilità dello stato di forma.
Il giro ricalca fedelmente il tracciato di tre anni fa, compresa la discesa per il sentiero della Val de la Porta verso San Pietro al Monte. Troviamo l'abbazia chiusa, ma veniamo ripagati da un originale presepe realizzato con centinaia di ciocchi di legno, un tocco di poesia rustica che arricchisce il passaggio.
Anche l’epilogo al Crotto del Capraro rispetta il copione già scritto. Risparmiamo — metaforicamente — la penna e per oggi la chiudiamo qui, godendoci il primo traguardo dell'anno.
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