Sasso Bianco e Rifugio Bosio
Il Rifugio Bosio-Galli è raggiungibile attraverso diversi itinerari, sia dalla Valmalenco che dalla Val Masino. Ne abbiamo individuato uno che, muovendo dall'Alpe Piasci sopra Torre Santa Maria, tocca il Lago d'Arcoglio, sfiora il Sasso Bianco e lambisce il Lago Zara prima di raggiungere la meta. La scelta non è casuale: subiamo il fascino dei laghetti alpini e, quando se ne presenta l'occasione, non ci facciamo pregare.
Seguiamo fedelmente il navigatore, ma per qualche motivo oltrepassiamo il parcheggio senza accorgercene. Ci ritroviamo all'Alpe Arcoglio Inferiore, avendo guadagnato senza alcun merito 200 metri di dislivello. A caval donato non si guarda in bocca e, lasciata l'auto in un piazzale di fortuna, ci attrezziamo per la salita. O almeno ci proviamo, perché il Capo scopre di aver lasciato gli scarponi a casa.
Dopo un rapido consulto e qualche sfottò, si parte sperando che le sue robuste scarpe da tennis reggano il colpo. Qua e là ci sono macchie di neve, ma confidiamo che non pregiudichino la camminata. Con questo ottimismo raggiungiamo il Lago d'Arcoglio, che non delude le attese, e puntiamo alla cima del Sasso Bianco che non possiamo esimerci dal "conquistare". Fin qui tutto bene.
Il versante che dobbiamo discendere appare però più innevato e il freddo intenso rende il fondo insidioso. Infatti, nonostante la circospezione, Gino "misura" il terreno un paio di volte e decidiamo di soccorrerlo: gli calziamo i miei ramponcini, che si adattano bene alle sue tennis, salvandolo da guai ulteriori. Il Lago Zara è completamente ghiacciato e mi azzardo a farci qualche passo, ricredendomi immediatamente al suono di sinistri scricchiolii. Scendiamo verso Pian della Pecora facendo sempre attenzione al ghiaccio e, con una decisa virata a destra, puntiamo finalmente al rifugio.
Il poco sole del mattino ci ha definitivamente abbandonati e il freddo non molla. Mangiamo sulle panche gelate e ci rimettiamo subito in marcia. La via più breve sarebbe risalire il costone verso le baite di Arcoglio Superiore, ma il sentiero a mezza costa, prevedibilmente ghiacciato, non ci ispira. Seguiamo quindi l'itinerario principale che scende a Piasci, verso il posteggio mancato al mattino.
In questo modo ci tocca risalire all'auto, restituendo con gli interessi il dislivello "rubato" all'andata. Espiamo senza battere ciglio e, superato l'ex Rifugio Cometti — che sembra la copia del Bosio — sprintiamo per l'ultimo sforzo della giornata.
A Torre Santa Maria facciamo sosta nel primo bar che incontriamo. È il classico locale di paese frequentato dai soliti quattro avventori tra caffè e bianchini. Le prospettive di incasso sono scarse e la barista se ne lamenta un po' rassegnata. Starebbe ancora volentieri a chiacchierare - siamo belli, giovani e stranieri - ma la strada è ancora tanta, si è fatto tardi e con grandi sorrisi ci congediamo.
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