Piz Grevasalvas

Dopo la consueta pausa siciliana di agosto, sono di nuovo a disposizione per qualunque destinazione. Siamo ancora in piena estate e bisogna puntare in alto sfruttando il periodo favorevole. La scelta di Gino cade sul Piz Grevasalvas, in Engadina, che sfiora i 3000 metri.

Lo si affronta partendo da Plaun da Lej, una piccola insenatura sul lago di Sils nei pressi del Passo del Maloja. Ci arriviamo poco dopo le 9, complice una sosta alla panetteria di Samolaco dove ci riforniamo di cose buone, come ormai da tradizione; Ezio si fa immortalare vicino a una zucca di dimensioni ciclopiche.

In una quarantina di minuti si perviene a Grevasalvas, l'incantevole borgo dove si dice sia stata ambientata la storia di Heidi. Lo troviamo avvolto in una fitta nebbia che gli conferisce un tocco di magia. Lo superiamo dirigendoci a ovest con un lungo traverso che conduce all'acquitrinoso Plan Grand. Dopo un vigoroso strappo di 200 metri giungiamo sulle rive del Lej Nair, che costeggiamo per poi lasciarcelo alle spalle; qui inizia la parte terminale del percorso che, tra pietraie e rocce granitiche, ci conduce in vetta.

Deve essere una zona particolarmente ventosa perché troviamo diversi muretti a secco di forma circolare, alti quanto basta per offrire riparo stando seduti al loro interno. Ci accomodiamo in questi rudimentali paraventi, anche perché oggi la giornata è piuttosto fresca e persino una leggera brezza si farebbe sentire. Sotto di noi, quasi in verticale, riposa il Lägh da Lunghin; di fronte il Piz Lunghin, che era la nostra seconda scelta per oggi. La bella giornata ci permette di godere di un magnifico panorama a 360 gradi, nel quale le cime più alte riverberano già imbiancate dalle prime nevi precoci.

Per il ritorno non ci facciamo tentare da anelli o varianti; la strada è già abbastanza lunga, quindi ricalchiamo pedissequamente il percorso dell’andata. Le nebbie del mattino sono ormai un ricordo e Grevasalvas si offre ora ai nostri obiettivi in tutta la sua composta bellezza, incastonato tra prati smeraldini. Dopo oltre otto ore siamo di nuovo al punto di partenza. La sete si fa sentire, ma non ci va di lasciare i nostri euro agli svizzeri; teniamo duro fino a Piuro, dove se li guadagna il barettino con vista sulle cascate dell'Acquafraggia.

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