Bivacco di Val Loga

Da Lago a Loga il passo è breve: il tempo di un anagramma.

Dopo diverse assenze (giustificate?) a questo giro Ezio torna in partita e siamo nuovamente al completo.

Come mi è già capitato di dire, la percezione delle distanze e della fatica è soggetta a una variabilità che dipende da fattori non sempre univocamente individuabili. Questa uscita rientra proprio tra quelle che risulteranno più impegnative di quanto i crudi numeri detterebbero.

Da Montespluga, la Val Loga si stende quasi pianeggiante per un paio di chilometri prima di risalire le pendici delle tre Cime (Orientale, Centrale e Occidentale) poste ai lati dell'omonimo passo. Il Bivacco di Val Loga (ex Ceccherini) si trova circa 150 metri sotto il valico, su un pianoro sassoso.

Ci inoltriamo nella valle preceduti da un escursionista che ha già superato gli ottanta. È di queste parti e qui trascorre l'estate; ci racconta di allenarsi ogni giorno in vista di quella che per lui è una tradizione: l'annuale salita al bivacco. Ci complimentiamo ma poi, tra di noi, ci chiediamo se a quell'età avremo ancora lo stesso spirito e, soprattutto, la stessa forma fisica. A giudicare da come girano oggi le gambe, qualche dubbio affiora.

La traccia di Komoot parla chiaro: tre ore e mezza per poco più di 800 metri di dislivello e quasi cinque chilometri. Arrivati al bivacco archiviamo subito il progetto iniziale di raggiungere il passo, confortati dal fatto che è tardi e che non c'è traccia visibile tra gli sfasciumi e il nevaio; insomma, ce la cantiamo e ce la suoniamo per giustificare la ritirata.

Tiriamo fuori i panini e ci godiamo il panorama. Davanti a noi troneggia il Pizzo Ferrè, che esibisce un ghiacciaio ancora in apparente stato di buona salute. Ispezioniamo il bivacco e lo troviamo ottimamente tenuto e attrezzato. Abbiamo indugiato forse più del dovuto e, quando ci rimettiamo in cammino, le due sono passate da un pezzo.

Scendendo, mi attardo a fotografare diverse specie di fiori, tutte diverse e tutte bellissime, come la galleria fotografica può testimoniare. Prossimi a Montespluga, un cartello che non avevamo notato all'andata ci dà il colpo di grazia: "Bivacco 2:30". Vabbè, oggi è andata così; non resta che attraversare la strada e consolarci con una birretta, comunque meritata.

Commenti