Anello Lerici Ameglia Tellaro

Ci svegliamo con un discreto appetito che ci frutta la prima bella esperienza della giornata, proprio a Biassa. Nella piccola piazza del paese, un alimentari ci mette a disposizione un tavolino sotto gli alberi per una ricca colazione. La signora che lo gestisce è prodiga di attenzioni e ci mette immediatamente di buonumore.

Ripresa l'auto, scendiamo di nuovo verso il caos di La Spezia. L'attraversiamo rapidamente lasciandocela ben volentieri alle spalle, per dirigerci verso Lerici e, più precisamente, la località La Serra. Da qui, siamo a circa 200 metri di quota, dobbiamo aggirare il Monte Rocchetta muovendoci tra stradine e sentieri; l'ultimo di questi scende verso l'incantevole borgo di Ameglia. Colpevolmente, mi dimentico di documentare fotograficamente questo tratto di percorso.

Ameglia ci sorprende per la quiete con cui ci accoglie, verso mezzogiorno. Nonostante la sua bellezza armoniosa, il borgo è praticamente deserto: ci siamo solo noi tre, pochi abitanti e un paio di muratori al lavoro in un vicolo. Facciamo spesa nel negozietto locale e ci accomodiamo sulle sedute in pietra della piazza principale per lo spuntino.

Incuriosito dalle indicazioni per il castello, parto in ricognizione. Purtroppo è chiuso, ma il giro tra vicoli e sottopassi non mi delude. Il sagrato della chiesa offre una balconata sulla piana del Magra, che scivola verso la foce con il profilo delle Alpi Apuane sullo sfondo.

Come "digestivo", affrontiamo la risalita verso il sentiero a monte per dirigerci a Tellaro che, secondo Gino, merita una visita. Speriamo ne valga la pena, perché dovremo scendere fino al mare per poi risalire nuovamente. Come sempre (più o meno), il Capo ha ragione: Tellaro vale ogni passo. Il borgo è affacciato su una piccola baia, con le case multicolori che si arrampicano sulla collina. Ci concediamo una lunga sosta contemplativa prima di riprendere il cammino verso La Serra, dove si chiude questa due giorni marinara. Grazie Gino!

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