Rifugio Rosalba

Il tempo è incerto, ma non ci lasciamo scoraggiare. Scegliamo una meta non troppo impegnativa per dislivello e lunghezza: il Rifugio Rosalba da Pian dei Resinelli. Giunti ai Piani, scendiamo verso l'ex Rifugio Alippi dove lasciamo l'auto e imbocchiamo il Sentiero delle Foppe, la classica via d'accesso.

La giornata è bigia e priva di sole ma l'orizzonte, per ora, resta visibile. Ci inoltriamo nel bosco silente fin verso i 1300 metri, dove incontriamo la palina segnaletica per il Sentiero dei Morti (EE - Escursionisti Esperti). Ci interroghiamo se possiamo definirci tali: la domanda è puramente retorica e lo imbocchiamo senza esitazione, nonostante il nome sinistro, forse proprio per raccoglierne la sfida.

Salendo incontriamo la prima neve che si fa via via più consistente e compatta. Il passo è comunque sicuro e non riteniamo necessario calzare i ramponcini. Sotto il Torrione del Cinquantenario affrontiamo un passaggio in discesa che richiede attenzione, specialmente per traghettare Athos dall'altra parte. Oltrepassato il punto critico, copriamo gli ultimi 200 metri di dislivello nella canonica mezz'ora.

Quando sbuchiamo sul pianoro del rifugio siamo avvolti dalla nebbia. Ancora una volta siamo soli, unici padroni della scena; non si vedono nemmeno i Pyrrhocorax graculus, i comuni gracchi che popolano le Grigne, sempre in cerca di cibo.

Cade qualche finissimo fiocco di neve. Assaporiamo la sensazione di essere in un mondo a parte che, per poco, resterà solo nostro. Poi, inevitabilmente, arriva il momento di scendere. Con gli zaini e il cuore più leggeri torniamo a valle per il sentiero principale, evitando ad Athos nuovi imbarazzi.

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