Monte Palagia
Da dove è uscito questo Monte Palagia? È spuntato quasi per caso, curiosando sulle mappe di Komoot alla ricerca di una meta inedita. La propongo a Ezio che, con il suo solito spirito, aderisce entusiasta.
Ci troviamo al consueto chioschetto del lungolago e puntiamo verso Ortanella, sopra Esino Lario. La giornata è uggiosa, di quelle che sembrano sospese, ma le previsioni promettono di tenerci all'asciutto.
Il cammino inizia in direzione della chiesetta romanica di San Pietro. Normalmente, nelle domeniche di sole, lo slargo erboso è affollato; oggi, sotto un leggero manto di neve, regna un silenzio assoluto. Scendiamo lungo il sentiero che sale da Lierna fino a lambire l'Alpe Mezzedo, per poi risalire verso la Forcella dell'Alpe.
Qui scatta l'errore del "pianificatore". Nel tracciare il percorso su Komoot, avevo deselezionato l'opzione "segui strade note". Il risultato? Sulla carta la cresta sembrava percorribile dal Sasso di Monte Cucco fino al Palagia, ma la realtà ci ha messo davanti a un salto di roccia invalicabile.
Valutiamo la possibilità di fare un taglio giù per il costone ma poi decidiamo che per oggi abbiamo già pasticciato abbastanza. Torniamo perciò sui nostri passi fino alla Forcella dell'Alpe, scendiamo verso il rifugio Cà dell'Alpe e riguadagniamo quota verso la Bocchetta di Lierna. Ancora mezzora di salita e, finalmente, la meta è conquistata.
Una piccola croce in ferro battuto si affaccia silenziosa su Bellagio. Il panorama è dominato dal grigio ma non per questo meno suggestivo. Il tempo perso ci impone di non indugiare e, scesi alla Bocchetta di Calivazzo, invertiamo la rotta verso nord e raggiungiamo l'Alpe di Lierna.
Non c’è anima viva. Troviamo riparo sotto la tettoia di una grande baita ristrutturata, che porta ancora i segni di allegri banchetti estivi, ormai lontani. Consumiamo il nostro pranzo al sacco e ripartiamo: la lunga traversata tra i primi bucanevi fino a Ortanella chiude ufficialmente il primo giro dell'anno. Nel bilancio mettiamo anche lo svarione: ne facciamo tesoro e lo convertiamo in esperienza.
Commenti
Posta un commento