Pianezzo da Canzo
Passate le feste, resta un ultimo scampolo di anno da onorare con la gita di chiusura. Siamo pragmatici e restiamo in zona: dalle Fonti Gajum di Canzo alla conca di Pianezzo, passando per le tre storiche Alpi.
Il percorso è un viaggio nel tempo e nel recupero del territorio. La prima, Prim'Alpe, è oggi un vivace centro di educazione ambientale gestito da Legambiente. La Second'Alpe, che sembrava condannata all'abbandono, è stata strappata al declino dall'ERSAF; hanno consolidato le antiche mura trasformandola in un laboratorio a cielo aperto, tanto da ribattezzarla la loro "piccola Pompei". Infine la Terz'Alpe, perfettamente conservata, che continua la sua vita come rifugio, agriturismo e azienda agricola.
Poco oltre la Terz'Alpe il sentiero si biforca: ne approfittiamo per disegnare l’ultimo anello dell'anno. Saliamo a sinistra, aggirando il Corno Orientale fino a sbucare sui prati di Pianezzo.
Come previsto, non c'è anima viva. Ci portiamo verso il Santuario dei Caduti della Montagna — un nome altisonante per una piccola, umile cappelletta — che però ci regala l’unico, prezioso lembo di sole dove consumare il nostro magro pranzo.
Ripartiamo per rimontare la Forcella dei Corni (1300 m), il valico che separa il Corno Centrale dall'Occidentale, e scendere quindi verso la Colma di Val Ravella, proprio sullo spartiacque tra il versante di Valmadrera e quello valassinese.
Non ci resta che scendere nuovamente alla Terz'Alpe e, seguendo il mormorio del torrente Ravella, tornare alla base. A ben guardare la traccia sulla cartina, più che un anello abbiamo disegnato un "8". O meglio, visto il suo asse da ovest a est, pare proprio il segno matematico dell'infinito.
Infinito come... beh, sarebbe retorico ... metteteci voi quello che credete.
Commenti
Posta un commento