Fraina

Possiamo dividere questa gita in due parti distinte dove il discrimine è la temperatura. Capirete perchè.

Fraina è uno dei tanti, bellissimi alpeggi di Premana, adagiato in fondo alla valle a cui dà il nome e protetto da un anfiteatro di cime che superano tutte i 2000 metri: dal Monte Rotondo alle Cime Stavello, Fraina e Colombana, fino al Pizzo di Cassera. Confesso con un filo di imbarazzo di non averne scalata nemmeno una; forse, dati i dislivelli, è un treno che avrei dovuto prendere in gioventù. Eppure, spulciando il fido Komoot, scopro che il Pizzo Rotondo è abbordabile dal versante valtellinese partendo da Laveggiolo. Mi riservo di proporre il "colpaccio" al Capo.

Ma torniamo con i piedi per terra. Siamo io ed Ezio: attraversiamo Premana e lasciamo l'auto al tornante dove partono i sentieri. Un cartello recita: "Fraina, 2 ore". Lo stesso cartello ne indica 5 per il Pizzo Rotondo...

La valle è stretta e in questa stagione il sole non riesce a raggiungerne il fondo cosicchè partiamo sottozzero e ci rimarremo fino alla meta. Attraversiamo piccoli nuclei di baite dai nomi comprensibili solo ai locali: Gervének, Acqadùsc, Söör e poi ben più in là nella valle l'Alpe Rasga e l'Alpe Caprecolo.  Un velo di neve e brina ricopre tutto, uniformando il paesaggio in un bianco gelido. Nonostante siamo in marcia da quasi 2 ore, non ci siamo ancora scaldati. Le mani, soprattutto, non le sentiamo. Siamo però in vista di Fraina, adagiata, in leggera discesa, su un dolce pendio davanti a noi. 

Quando la raggiungiamo cerchiamo vanamente un posto che possa ispirarci una parvenza di conforto dal freddo ma è tutto inutile. Ci rassegnamo a mangiare qualcosa in quella Siberia. Fatico ad aprire le zip dello zaino tanto le dita sono insensibili.

Sulla via del ritorno, però, l'illuminazione. Guardo in alto e vedo che i pendii sopra di noi sono inondati dal sole. Consulto la carta: dall'Alpe Rasga parte un sentiero di monte che si sviluppa in quota. Significa allungare il giro, ma significa anche uscire dal freezer.

Mai scelta fu più azzeccata. Dopo venti minuti di salita, è come passare dal buio alla luce. In un attimo volano via guanti e berrette. Ci concediamo una pausa "sbragati" al sole nei pressi di una baita, recuperando spirito e calore.

Riprendiamo il cammino verso Premana attraversando altri borghi dai nomi curiosi: Domànd, Faèe, Mosnìk, Lüère. L'ultimo è Brüük che poi, è dove abbiamo lasciato l'auto.

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