Alpe Cima

Siamo di nuovo al completo. Come l’anno scorso di questi tempi, le nostre rotte puntano verso Gordona, ma stavolta con una strategia diversa: memori delle "glaciazioni" passate, abbiamo individuato un percorso decisamente più "solivo". Un anello perfetto con partenza e arrivo dalla frazione Voga.

Tutto nasce da un’idea di Gino, pescata dal suo carnet dei "sogni possibili": l’Alpe Cima.

Ci incamminiamo baciati dal sole fin dai primi passi, raggiungendo in meno di mezz’ora le baite di Dardano (o Dardàn). Da qui, alzando lo sguardo verso il lato opposto della valle, la nostra meta si palesa già: due costruzioni candide svettano contro un cielo blu elettrico. Una è chiaramente un campanile; l’altra, poco distante, è tutta da scoprire.

Sotto di noi, la Valchiavenna si snoda verso il lago di Novate Mezzola, seminascosta da un sottile velo di foschia. Sopra i 1700 metri incontriamo la neve che ci accompagnerà fino all’alpe. Quello che troviamo è così bello che non riusciamo a smettere di fotografarlo da ogni possibile angolazione. L’effetto d’insieme del campanile, delle baite in sasso, dell’edificio circolare — che risulta essere una minuscola e originale cappella — e del paesaggio che li circonda, complice la splendida giornata, è di una toccante bellezza.

Guadagniamo un bel tavolone al sole e diamo fondo ai viveri.

Saliti al Dosso Mottone, poco distante, ne discendiamo sull'opposto crinale erboso che conduce all’Alpe Cermine. Un altro delizioso alpeggio, adagiato in una conca naturale che lo nasconde alla vista dal fondovalle. Siamo talmente abituati alla bellezza che quasi rischiamo di assuefarci.

Nell’ultimo, lungo traverso in discesa nel bosco, il sole ci abbandona. Poco importa; oggi abbiamo fatto il pieno e lo perdoniamo.

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