Sentiero del Viandante da Dervio a Colico

Ci hanno provato in tanti a tentarmi con il Sentiero del Viandante, ma in pochi ci sono riusciti. Tra questi c'è il Gino, che ha saputo far leva su non so quale corda... forse solo sulla mia voglia di farlo contento.

Per i pochi che ancora non lo sapessero, questo storico tracciato si snoda a tappe tra Lecco e Morbegno, collegando i paesi della sponda orientale del Lario attraverso un continuo saliscendi di antiche mulattiere. La tappa scelta dal "Capo" copre il tratto da Dervio a Colico. La logica è semplice: l'andata si fa a piedi, il ritorno comodamente in treno. Lasciamo l'auto alla stazione di Dervio, allacciamo gli scarponi e via.

Il primo tratto risale l'abitato fino all'imbocco del sentiero, ben segnalato. Fino a Corenno Plinio — con il suo castello — e poi fino a Dorio, la pendenza è minima. Camminiamo quasi in piano, sospesi poco sopra il blu del lago. Dopo Dorio, però, il Viandante smette di scherzare e inizia a salire deciso fin oltre i 600 metri. Lungo il percorso incontriamo diverse cappelle e chiesette: sono piazzate in punti così panoramici che, se non ti invitano alla preghiera, ti costringono almeno alla contemplazione.

Sotto di noi si stende la penisola di Piona, celebre per l’antica abbazia e per i frati distillatori delle "Gocce Imperiali". È un liquore da 90 gradi, un vero "bruciabudella" che va maneggiato con cura e abbondante diluizione.

Un ultimo strappo e raggiungiamo il borgo di Sparesee. Ho scoperto che il nome parrebbe derivare dagli asparagi selvatici che crescono in zona. Qui il silenzio del bosco viene rotto dal ronzio di una motosega, ma non è un boscaiolo qualunque: un artista sta facendo emergere da un tronco la sagoma di un orso ritto sulle zampe posteriori. Ci spiegano che la scultura con la motosega è un’arte vera e propria, con tanto di competizioni agguerrite nella vicina Premana.

Troviamo un tavolo perfetto presso una baita deserta per consumare i nostri panini, ma il traguardo è ancora lontano: mancano cinque chilometri. Ci rimettiamo in marcia e, poco oltre, incappiamo in una radura dove un nutrito gruppo di colleghi INPS sta pasteggiando allegramente. Li salutiamo con un sorriso e ci tuffiamo nella discesa verso Villatico, frazione di Colico e termine del nostro sentiero.

Evitiamo di perderci per le stradine di Colico e raggiungiamo la stazione con il tempismo esatto per una birretta fresca prima che il treno di Trenord, puntuale per una volta, ci raccolga per riportarci a Dervio. Non so se il Sentiero del Viandante mi vedrà tanto spesso, ma per questa volta è andata... ed è andata bene!

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