Anello Monte Barro da Gaggio

Questa volta è il turno di Ezio a dare forfait. Io e Gino la facciamo facile: giro del Monte Barro con partenza da casa sua al Gaggio.
Per Gino ed Ezio, che vivono ai piedi di Pian Sciresa, il Barro è letteralmente il giardino di casa. Per me, che sto dall'altra parte a Galbiate, lo è altrettanto. Durante il periodo nefasto del COVID, quando il mondo si era ristretto ai confini del proprio comune, il Barro è stato la mia salvezza. Non conto le volte in cui sono salito fin quassù in solitaria, con un panino e un libro nello zaino, pur di sfuggire al confinamento coatto tra le mura domestiche. Oggi siamo di nuovo liberi e tendiamo a rimuovere quei giorni, ma a volte le circostanze tornano a solleticare la memoria.

Bando alle malinconie: ci incamminiamo con il fido Athos verso Pian Sciresa. L'idea è di risalire il Sentiero del Capretto, forse il meno frequentato tra quelli che portano in vetta. Si stacca, puntando dritto alla Sella della Pila, dal sentiero di mezza costa che congiunge Galbiate a Malgrate. Il nome deriva da un masso erratico situato nei paraggi, che presenta una cavità un tempo usata per macinare i cereali: una piccola testimonianza di vita arcaica che resiste al tempo.

Poco sotto la cima, il sentiero presenta uno sperone roccioso da superare aiutandosi con le mani. Athos, sprovvisto di pollici opponibili, si affida ancora una volta alle nostre braccia per rimontare l'ostacolo.

La giornata non è limpidissima, ma i contrasti di luce prodotti dalle nubi ci regalano comunque qualche scatto suggestivo prima di scendere sul versante opposto, verso l'Eremo. È mercoledì, il che significa una sola cosa: Menù del Camminatore. Non ce lo facciamo ripetere due volte: primo, secondo, contorno, birretta e caffè.

Sazi e riposati, riprendiamo la discesa imboccando il "Sentiero di Mezzo". Il percorso si snoda in un fitto bosco di faggi e passa accanto a un’antica presa d’acqua protetta da una suggestiva volta in pietra. Oltre il cancello in ferro battuto, riusciamo a scorgere una splendida salamandra, perfettamente a suo agio in quell'antro umido.

Siamo solo agli inizi di febbraio, ma il sottobosco è già in pieno risveglio: ellebori, anemoni, primule e campanellini di primavera convivono tra le foglie secche. Non li colgo con le mani, ma li "catturo" volentieri con il telefono.

A Pian Sciresa chiudiamo l'anello (ormai dovreste conoscere la nostra fissazione per i giri circolari!) e rientriamo verso il Gaggio. Piccola montagna, ma splendida giornata.

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