Monte Bollettone

Diciamolo pure: il nome suona un po' ridicolo. Sarà per il fonema o forse perché mia mamma, quando mi trovava le mutande sporche, mi sgridava con un "hai fatto la bolletta?". Che anche il Bollettone abbia qualcosa da nascondere? Andiamo a scoprirlo!

Il Monte Bollettone sorge sulla dorsale dei Monti Lariani che collega Como a Bellagio. È una sagoma familiare per chi viene da Milano, facilmente riconoscibile per quella caratteristica schiera di abeti che scende dalla vetta per circa duecento metri, dritta come un fuso. Incuriosito, ho cercato di documentarmi sulla loro origine, ma la storia di questo filare resta avvolta nel mistero: nessuna informazione certa quindi, il dubbio resta.

Il nostro giro — rigorosamente ad anello, tanto per non perdere il vizio — muove dall'Alpe del Vicerè. Puntiamo alla Capanna Mara da dove, invece di proseguire verso il Monte Palanzone (anche qui, sul nome ci sarebbe da dire), guadagneremo quota lungo la cresta che porta alla croce di vetta. Sopra l'ingresso della Capanna campeggia il motto latino "BEATA SOLITUDO, SOLA BEATITUDO": beata solitudine, sola beatitudine. Una frase che invita alla  riflessione.

Deve averlo letto anche Athos che, infatti, decide che è il momento del suo quarto d'ora di libertà selvaggia e sparisce, sordo a ogni richiamo e fuori da ogni radar. Potete solo immaginare il calore dell'accoglienza che gli riserva Gino una volta tornato all'ovile...

Dalla vetta proseguiamo verso ovest fino al Dosmat, un cucuzzolo da cui scendiamo decisi per intercettare il Sentee de mezz (il Sentiero di mezzo). Come suggerisce il nome, tagliamo a mezza costa proprio sotto la cima, incrociando il punto in cui termina la famosa sfilata di abeti. Da lì ci aspetta un’ultima picchiata nel bosco che ci riporta all'Alpe del Vicerè dove, alla Nuova Locanda, troviamo finalmente ristoro e simpatia.

P.S.: per quanto abbiamo cercato, intorno al Bollettone non abbiamo trovato nulla di sospetto ... nessuna "bolletta" da occultare.

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