Magnodeno

A Lecco, il Magnodeno subisce da sempre la concorrenza sleale di vicini ben più blasonati e dai nomi altisonanti: la Grigna e il Resegone. Tuttavia, frequentandole, ho imparato che le montagne non vanno giudicate dal basso, ma da "dentro" o da "sopra". E poi, diciamocelo, mica si può scalare la Grigna ogni mercoledì, no?

Tra le tante vie d’accesso scegliamo quella che parte da Erve, che ha il pregio di farci guadagnare subito un po’ di quota. Partiamo dalla frazione Costalottiere, attraversiamo l’abitato di Saina e poi il sentiero, dopo un breve respiro pianeggiante, inizia a mordere nel bosco di faggi. Saliamo verso il Monte Mudarga — nome che scopro solo ora grazie alla fida cartina di Komoot — dove inizia una lunga cresta che, tra un saliscendi e l'altro, ci porta fin sotto la meta.

L’ultimo strappo è di quelli che non fanno sconti e sbuca proprio alle spalle del bivacco degli Alpini di Maggianico. Una curiosità: la croce non è piantata nel punto più alto, ma poco più sotto, posizionata strategicamente per farsi ammirare da Lecco. Da quassù la città appare in tutto il suo splendore, incastonata tra i monti e adagiata sul suo lago.

Nonostante sia mercoledì, il bivacco è chiuso e in giro c’è pochissima gente; staranno tutti già pensando al Natale. Poco male: sfoderiamo le nostre provviste e pranziamo sui tavoli esterni, baciati da un sole pallido ma graditissimo.

Per non smentire la nostra fama di amanti degli anelli, torniamo per una via alternativa verso il Monte Forcellino; da lì caliamo in picchiata dritti su Costalottiere, chiudendo il cerchio.

Per quest’anno è tutto. Grazie! Alla prossima!

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