Rifugio Sassi-Castelli in Artavaggio

I Piani di Artavaggio sono sempre una bella meta. Da quando i vecchi impianti di sci sono stati smantellati, sono stati restituiti agli escursionistiOffrono poi ospitalità in diversi accoglienti rifugi e molti itinerari nei dintorni.

In una nebbiosa giornata di metà ottobre, ci incamminiamo dal parcheggio sotto la funivia. Risaliamo il sentiero che ormai conosciamo a memoria, ma che ogni volta, in ogni stagione, sa regalarci sfumature diverse. La nebbia avvolge i profili delle rocce, rendendo il paesaggio sospeso e quasi magico. Giunti ai Piani, facciamo tappa alla chiesetta e poi puntiamo al rifugio Casari dove, però, Athos non è il benvenuto. Il giovane gestore, con molta cortesia, ci indirizza al rifugio della S.E.L., poco distante.

Il Sassi-Castelli è, a mio parere, il più bel rifugio delle montagne lecchesi. Sarà la posizione panoramica, il contrasto cromatico delle sue pareti o la sua struttura articolata; mi piace. Anche all'interno mantiene intatto il sapore dei vecchi presidi alpini: il profumo del legno e il calore della stufa ti accolgono in modo genuino. Non ti senti un cliente al ristorante, ma un ospite "nel rifugio".

Dopo un buon pranzo ristoratore, intraprendiamo la discesa cercando una variante al sentiero di fondovalle percorso al mattino. A metà costa deviamo verso un tracciato più panoramico che attraversa una serie di baite silenziose. Nei pressi di una di queste, a mezz'ora dal paese, notiamo un bel bosco di castagni. Data la stagione, lo esploriamo con curiosità, scovando tra le foglie umide qualche chilo di marroni strepitosi.

Di questi tempi capita raramente di trovare castagne così belle; si capisce che questo bosco è stato coltivato e curato con amore fino a poco tempo fa. La differenza si vede a colpo d'occhio. Paghi della giornata e con lo zaino piacevolmente più pesante, torniamo a valle mentre la luce d'ottobre inizia a calare.

 

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