Corni di Canzo

Ennesimo giro ad anello, questa volta tra le guglie dei Corni di Canzo. Si parte da Valmadrera risalendo la storica mulattiera che sbuca su quel balcone privilegiato sopra la Brianza che è San Tomaso.

Tra antiche "casotte" e faggi secolari, guadagniamo quota verso la Colma di Val Ravella, un vero crocevia di sentieri dove le vette si guardano in faccia: a sud il Rai e il Cornizzolo, a nord i Corni che ci aspettano. Puntiamo alla Forcella dei Colli, proprio nel cuore tra il Corno Occidentale e l’Orientale. Qui la squadra si divide: Gino e Athos optano per una discesa più soft verso Pianezzo, mentre io ed Ezio puntiamo dritti al Corno Centrale. Ci aspettano una serie di roccette — abbordabili per noi, ma decisamente fuori portata per le zampe di Athos — che ci portano dritti alla croce di vetta.

Per Ezio è il battesimo su questa cima e la affronta con quel misto di cautela e concentrazione delle prime volte. Foto di rito, uno sguardo lungo sull'orizzonte e giù, pronti a ricongiungerci con il resto del gruppo nei pressi del rifugio S.E.V. L'idea di un tavolo pronto però sfuma in un attimo: appena varchiamo la soglia, veniamo investiti da un baccano infernale, vapori di cucina fin troppo densi e l’immancabile "no" all'ingresso per Athos.

Non ce lo facciamo ripetere due volte: giriamo i tacchi e scendiamo di filato fino a San Tomaso. Anche oggi abbiamo tirato le due del pomeriggio e la cucina è ormai chiusa, ma recuperiamo comunque dei taglieri di salumi e formaggi locali, e una birretta fresca che ci godiamo sotto un tiepido sole.

I miei soci hanno qualche paletto alimentare; Ezio mal tollera i formaggi, Gino evita quando può le carni. Io apprezzo gli uni e le altre e alla fine, tra un brindisi e l'altro, siamo tutti contenti. Bel giro anche oggi!

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