Pizzo Meriggio
Gino ha lavorato per anni in trasferta a Sondrio e, per risparmiarsi il logorio del pendolare, aveva preso casa ad Albosaggia. Sarà forse ripensando a quei giorni trascorsi all'ombra delle Orobie che oggi ci propone la salita al Pizzo Meriggio, che prende il via proprio dai Campelli di Albosaggia.
In una splendida mattina di fine settembre raggiungiamo questo vasto e luminoso alpeggio. Ci avviamo lungo il sentiero che punta dritto verso la Punta della Piada e l'omonima baita. Siamo già sopra i 2000 metri: l'aria è tersa e la vista spazia in un abbraccio solenne tra le Orobie valtellinesi da un lato e le Alpi Retiche che dominano l’altro versante della valle. A rendere il momento ancora più epico, un'aquila solitaria ci sorvola, padrona assoluta di queste correnti.
Dalla Baita di Piada raggiungiamo in breve la vetta. Dopo aver fotografato ogni angolo di orizzonte, imbocchiamo il ripido sentiero che scende deciso verso il Lago delle Zocche. Il nome mi riporta indietro di almeno trent’anni, a una gita con Flavia e mia mamma: quel giorno lo avevamo ribattezzato il "Lago delle Zanzare" e ne eravamo letteralmente fuggiti via per non essere mangiati vivi.
Nei pressi del lago sorge il Rifugio Facetti, una struttura privata ristrutturata con gran gusto, attualmente occupata da ospiti stranieri che hanno scelto la pace delle Orobie per le loro vacanze. Tutto intorno ci sono splendide sculture in legno; una in particolare cattura la nostra attenzione: una volpe curiosa nell'atto di sbirciare dentro una finestra.
Sfruttiamo i tavoloni esterni per tirare fuori i panini e riprendere fiato, prima di affrontare la risalita alle spalle del lago. Con un lungo traverso a mezza costa riguadagniamo la Baita di Piada e iniziamo la discesa. È ancora lunga, ma come si dice in questi casi: in discesa vanno anche i sassi.
Nei prati dei Campelli, la montagna decide di farmi un regalo: trovo alcune bellissime mazze di tamburo. La cena è assicurata, anche se so già cosa mi aspetta a casa. Dovrò sorbirmi con santa pazienza il repertorio di: "Ma sei sicuro?", "Ma le conosci davvero?", "No no, io non ne mangio, non mi fido!" della cara ragazza che ho sposato.
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