Giro Medale

Se qualcuno non l'avesse ancora capito, qui si svela da dove proviene la foto di apertura del blog. Il giro del Corno Medale è un classico delle montagne lecchesi e lo faccio per la prima volta da bambino, accompagnato da mio padre. A questo percorso è legato anche un brutto ricordo — che non svelo — ma che il tempo ha saputo mitigare.

Il Corno Medale può essere risalito alpinisticamente in parete, più agevolmente tramite la ferrata o, in modo elementare, per sentiero. 

Diciamo che il kit da ferrata per Athos non l'hanno ancora inventato e quindi, giocoforza, saliamo da Rancio per il sentiero che, aggirato il Corno alle spalle, sbuca a pochi metri dalla croce. C'è un punto nel quale dobbiamo comunque issare Athos perché fuori dalla sua portata: lui, quando si sente sicuro, ci dà la paga su ogni terreno, ma se la sua testa (o il suo buon senso?) gli dice che un passaggio non è per lui, si blocca e va sollevato a peso morto.

Non è una bella giornata, ma il panorama resta comunque notevole. Mi concedo una digressione: l'abitudine al bello, alla lunga, toglie un po' dello stupore della scoperta, e provo a immaginare lo stesso spettacolo visto da chi lo incontra per la prima volta.

Andiamo allora a vedere Lecco da un altro punto di vista: mezz'oretta e siamo alla croce del San Martino. Ci riempiamo gli occhi e proseguiamo il giro scendendo verso il rifugio Piazza. Lo troviamo chiuso: apre il giovedì, forse perché il mercoledì gestori e volontari sono a spasso per altri rifugi proprio come noi. Noto per la prima volta l'interno della chiesetta, perfettamente affrescata e decorata.

Nel piazzale riconosco una dottoressa del centro trasfusionale, ora in pensione; forse la disturbo mentre legge in pace un suo libro, ma è cordiale come la ricordo e si intrattiene volentieri con noi. Spazziamo via i nostri panini e, con calma, scendiamo. Komoot fa le bizze e si perde un pezzo del sentiero.Poco male.

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