Monte Muggio
Il Monte Muggio — o meglio, Monte Croce di Muggio — sorge isolato tra la Valsassina, la Val Varrone e il lago, offrendo un panorama a 360 gradi davvero invidiabile. Noi, con la solita predilezione per i giri ad anello, lo affrontiamo partendo da San Grato, sulla strada che da Vendrogno sale verso le frazioni di Casargo. In corrispondenza di un tornante si lascia l'auto e, poco sopra, si trovano la chiesetta e un punto di ristoro.
Da lì il sentiero sale a Busè, un bell'agglomerato di case completamente ristrutturato, e prosegue quasi in piano fino a Camaggiore, altro alpeggio molto ben tenuto. Ricordo un vecchio collega di quarant'anni fa che vi si recava spesso in cerca di funghi. Proseguendo verso nord, il tracciato fa un'ansa dalla quale, secondo Komoot, dovrebbe staccarsi il sentiero che percorre tutta la dorsale per salire ripido alla vetta.
Perdiamo una buona ventina di minuti cercando di individuarlo poi, fiduciosi, saliamo qualche decina di metri fino a incrociarlo. Da qui il percorso è intuitivo e conduce a quella che "sembra" la nostra meta. In realtà, una volta in cima, scopriamo che è solo un cucuzzolo anonimo e che il vero Monte Muggio è ancora lontano. Discesa, risalita e finalmente ci siamo.
Durante la salita scorgo tre bedolini proprio sul sentiero che sembrano invitarmi a raccoglierli: il fatto che sia un "posto da funghi", allora, non è solo leggenda. Chissà se ne troveremo altri... Comunque si sono fatte le 12:30. Scattiamo due foto, ci guardiamo intorno e affrontiamo la discesa verso i prati del Giumello, con le sue promesse di un pranzo sostanzioso. Affidiamo i nostri appetiti alla Capanna Vittoria che li soddisfa magnificamente, al sole.
Dobbiamo ora completare l'anello e ci avviamo verso l'Alpe Chiaro, dove è stata installata una delle tante panchine giganti che stanno proliferando un po' ovunque. Belle? Brutte? Ognuno la veda a modo suo, ma una foto la facciamo anche noi. Scendiamo poi verso il Matoch — in dialetto "il matto" — e sempre più giù verso altri piccoli alpeggi che incontriamo dopo aver attraversato bei boschi di betulle. Con un minimo di impegno trovo altri bedolini che stasera finiranno dritti nel risotto. Giunti a Busè chiudiamo l'anello e, in due salti, siamo nuovamente a San Grato.
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