Val Codera



Questa gita segna il battesimo di Ezio come socio del gruppo. La Val Codera non ha bisogno di presentazioni: è una delle mete più note della Valchiavenna, famosa per il fatto di non essere raggiungibile se non a piedi, proprio come molti altri piccoli borghi della zona.

La Val Codera, di cui l'omonimo borgo può essere considerato il capoluogo, non è però affatto piccola; nel periodo di massima espansione, tra le due guerre, la valle arrivava a contare oltre cinquecento abitanti. Ancora oggi, di tanto in tanto, si sente polemizzare attorno al tracciato di una strada agro-silvo-pastorale che al momento non c'è e che, probabilmente, non vedrà mai la luce.

Il nostro giro "al contrario" prevede la salita verso l'incantevole borgo di San Giorgio. Da lì proseguiamo restando sul versante opposto rispetto a Codera, fino a raggiungere il paese dopo aver attraversato la valle percorsa dal torrente omonimo. Da Codera il tracciato prosegue ancora a lungo fino al rifugio Brasca e poi oltre, fin sotto la vetta del Pizzo Badile.

Per il rientro scegliamo invece l'itinerario di salita classico che scende a sud verso Novate Mezzola. Percorriamo un sentiero a gradoni che testimonia la caparbietà con cui gli antichi abitanti sapevano domare le asperità della roccia, avendo dalla loro solo la forza delle braccia, pochi rudimentali strumenti e tanto, tanto tempo.

Di questa giornata rimane memorabile l'episodio che vede coinvolti Athos e un gruppo di oche piuttosto bellicose. Non quanto il loro proprietario, però: il rustico signore interviene con una tale "pacatezza" da mettere a dura prova persino la proverbiale flemma partenopea di Gino.

Ci vorrà buona parte della discesa per sbollirne gli effetti!

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